Autostima, social e impatto emotivo.

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L'impatto dei social network sull'autostima.

Esiste un'interessante relazione tra autostima e uso delle reti sociali.

Come formatrice e Mental Coach dedicata esclusivamente alle donne, posso dire con certezza che l'autostima è un tema molto frequente e molto presente nelle sessioni di coaching. Sempre più professioniste e titolari d’ impresa manifestano le proprie difficoltà nel prendere decisioni e nel definire una strategia efficace da applicare all'interno della propria attività, non tanto per la mancanza di conoscenze, quanto per bassa o scarsa  autostima.

Oggi grazie o a causa (dipende dai punti di vista)  dei social condividiamo ricordi e momenti della nostra quotidianità.

Basta scrollare la bacheca di facebook per notare quanti professionisti promuovono i propri brand al fine di attrarre e di convincere gli utenti che sono sempre più attivi sui canali social e digital.

Qualsiasi cosa venga pubblicata, sia che si tratti di video, di scritti o di immagini, il risultato è generazione di interazioni o di mancate interazioni che vengono spesso interpretate come mancanza di interesse! Tutto questo impatta a volte in modo inconsapevole sulla percezione del proprio valore con il conseguente abbassamento della  propria autostima!

La verità è che l'impatto dei social network è devastante laddove tu stessa manchi di autostima e fiducia in  te stessa. I canali social possono essere uno strumento potente per la promozione della tua professione, per ispirarti a idee interessanti e per capire come ottenere quello che vuoi  ma diventa fondamentale allearti alla tua autostima per non trasformare facebook, instagram, tik tok etc. in un'arma a doppio taglio!

Quando il giudizio che hai di te stessa è condizionabile da un like, da un commento o dai risultati che tuoi competitor o amici dicono di avere, (e che la più parte delle volte non corrisponde a verità) diventa pericoloso!

“In passato, eri quello che avevi, ora sei ciò che condividi.” - Godfried Bogaard -

Vediamo di continuo immagini  ipotetiche di come potremmo vivere la nostra quotidianità.  Vengono suggeriti stili di vita in cui puoi guadagnare senza alcun sforzo e in  cui puoi permetterti di stare sdraiata al sole, con un corpo da modella sorseggiando un aperitivo e nel mentre ottenere clienti e guadagni incredibili!

Attenzione!

Non dico che sia sbagliato pubblicare sulle proprie piattaforme social esperienze felici o di relax. Però  esiste una giusta via di mezzo tra parlare adeguatamente sui social del proprio lavoro e millantare una vita che molto spesso non rispecchia quella reale.

Il problema non è di chi scrive o di chi fa un certo tipo di promesse: il problema è crederci a prescindere senza farti domande, senza verificare, senza testare con mano.

Magari è la verità ma come puoi esserne certa?

Semplicemente verificando fidandoti alle tue conoscenze, delle tue competenze, alla tua esperienza e mettendoti in  discussione non per sfiducia ma al contrario, grazie alla sicurezza che hai maturato. In sostanza grazie alla tua autostima!

Il rischio che si paga è alto: quando "fallisce" nel realizzare quanto idealizzato, ne soffri non solo in termini economici ma in termini personali.

Ho avuto come clienti due professioniste che dopo aver tentato la sorte in uno di questi miraggi della terra del social, sono arrivate in sessione devastate:  hanno dubitato della propria professionalità, della propria preparazione e della propria capacità.

Il problema non sono mai gli altri. Il problema siamo sempre noi. La responsabilità è nostra.

La mancanza di risultati, la scarsa motivazione e la frustrazione nel lavorare senza avere un ritorno adeguato, influiscono pesantemente sulla propria autostima.  Quando vediamo che la nostra realtà non coincide a quanto proposto sui social network, appare il conflitto interiore e la nostra autostima accusa un duro colpo.

La qualità della propria vita non dipende dal raggiungimento di quello che viene visto o da quello che viene promesso da altre persone. 

La qualità della nostra vita dipende da quello che noi decidiamo di fare, di pensare e da quanto vogliamo essere coerenti nelle nostre idee valorizzando i  nostri sogni. Ogni individuo è libero di proporre, di sostenere quello che ritiene giusto ed  è altrettanto vero che ogni individuo deve prendersi la responsabilità di “leggere” con oggettività e con metodo quello che gli viene proposto. E’ importante discernere ciò che ha attinenza con la realtà" da quello che non lo ha. 

La mia nonna era una contadina e ho imparato da lei che il lavoro è tale quando parte dalla semina: il fiore non sboccia se non lo curi. Possiamo poi decidere quando, come e in  che modo ma la cura di te stessa è fondamentale, e non puoi aspettarti che altri lo facciano per te: tu sei la migliore soluzione per il tuo “fiore.”

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Senti di avere la capacità di prenderti cura dei tuoi “fiori?” Siano essi il lavoro, il tuo compagno, il tuo corpo, la tua salute, i tuoi figli.

Senti di essere capace, determinata e sicura? Senti di avere un  buon giudizio oppure vivi nella paura e nella convinzione che gli altri sono più fortunati

Come influisce internet sulla nostra autostima?

Il problema principale è che possono influenzare, e molto, l’immagine che abbiamo di noi stesse.

Canoni di bellezza, proiezioni professionali divine impattano su quella che è la propria autostima. Tutto questo genera degli stati d'animo e abitudini malsane rispetto al proprio benessere emotivo e fisico.

Autostima e chiarezza.

Basterebbe ricordare che dietro ad ogni post, tweet, blog, Email c'è un essere umano e non un alieno dotato di poteri paranormali. E quindi in quanto essere umano, anche tu hai le stesse chance, le stesse possibilità di realizzare i tuoi sogni, ma occorre farlo in modo autentico avendo la consapevolezza di quello che sei tu, di quello che è importante per te stessa, di dove vuoi andare, da dove parti, e di come ci vuoi andare. Realizza il sogno della tua vita in base al tuo ambiente, alle tue ambizioni, al tuo essere, al tuo sentire e non imitando personaggi che propongono "abiti” diversi dai tuoi. Né migliori né peggiori. Semplicemente diversi.

Social network e influenza.

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Quasi tutto, ormai, viene reso pubblico: questo perché vogliamo ricevere l’approvazione altrui. I loro “mi piace”

Perché ne abbiamo così bisogno? 

Questo potrebbe essere una prima domanda da porti se anche tu senti che un like fa la differenza nella tua vita e nell’andamento emotivo della tua giornata!

Ti invito a chiederti in che modo “quel like” riempie un bisogno.

Tante volte è un bisogno di riconoscimento mancato in età infantile. 

Se vuoi approfondire sentiti libera di scrivermi in privato: https://chiarinigloria.it/contatti/

Autostima: cos’è? 

Una definizione che però sembra aver trovato ampia condivisione descrive l’autostima come quell’“Insieme dei giudizi valutativi che l’individuo dà di se stesso” (Battistelli, 1994).  Dunque, la definizione appena data mette in rilievo come l’autostima si riferisca a ciò che noi stessi pensiamo della nostra persona.

Autostima: come si sviluppa?

Secondo alcune teorie l’autostima dipende per la maggior parte dalle relazioni primarie che abbiamo avuto nella nostra infanzia con le nostre figure di riferimento: un’infanzia difficile, per esempio, può creare problemi di insicurezza personale e quindi portare ad avere una bassa autostima. Ma anche alcuni eventi di vita “in età adulta” possono portare ad un calo dell’autostima: un divorzio, la perdita di una persona a noi cara, la mancanza di valorizzazione nel nostro ambiente lavorativo, mancanza di risultati, relazione malate e mancanza di comunicazione con persone a noi care, un esame fallito o una decisione rimandata.

I Social network e l’autostima: wuaoooo!

Oggi i social network hanno un grande impatto sulla nostra autostima: sono strettamente legati sia all’immagine che abbiamo di noi stessi, ma anche a quella che vorremmo avere.

Il bisogno di piacere vibra all’unisono alle aspettative dei like del tuo profilo social!

Dunque è come se i social ci offrissero uno stereotipo di bellezze e stili di vita che ci sembrano difficili da raggiungere.  E’ questo l’impatto dei social sull’autostima: si attiva un conflitto interno quando ci rendiamo conto che la nostra realtà non coincide con quella presentata sui social e che noi pensiamo di volere! Da qui non possono che derivare delle conseguenze importanti: ci si arriva a prefissare obiettivi irrealistici, e più non li raggiungiamo, più la nostra autostima ne paga il prezzo! 

E tra una maschera e l’altra il nostro umore gioca a ping pong!

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L’altra faccia dei social: like e approvazione.

Parlare di social e autostima significa inevitabilmente parlare di un altro aspetto: i like!

Come ho accennato ad inizio articolo, oggi si rende pubblica gran parte della propria vita. Si va a caccia di  “like” che ci diano la sensazione di avere pubblicato qualcosa di interessante come se ognuna non lo fosse indipendentemente  da quello che condivide.

Tutto questo non fa altro che denotare una profonda insicurezza, una bassa autostima e soprattutto un forte bisogno di consenso.

Nelle sessioni di coaching, quando lavoro con libere professioniste o ragazze che iniziano ora a promuovere la propria attività online, quello che sottolineo da subito e con i like, non mangi! Sicuramente l'algoritmo di Facebook agevola post  sotto il quali ci sono interessanti interazioni, condivisioni e commenti. 

Ma non è questo il tema!

Il tema è che la tua autostima deve rimanere invariata, immutata, intatta,  indipendentemente dai like che ricevi o che non ricevi quando pubblichi o quando scrivi. 

Tu sei molto di più di un like!

Il confronto con gli altri è una delle attività più praticate e al tempo stesso più rovinose. Confrontarsi con gli altri è un gioco nel quale si perde sempre, sia quando ci sentiamo superiori, sia quando ci sentiamo inferiori o crediamo che ci manchi qualcosa rispetto ai nostri amici e conoscenti.

 I social media acuiscono a dismisura questa dimensione, perché alimentano di continuo il confronto, ma nel modo che è sempre a noi più sfavorevole.

Il confronto con gli altri è sempre perdente!

Il confronto con gli altri, specie sui social, è impari per natura. Di noi sappiamo tutto, e abbiamo ben presenti le delusioni, le sconfitte, i dolori, le frustrazioni.  Degli altri vediamo solo le cose migliori, quelle che hanno deciso di rendere  pubbliche.  Nessuno posta su un social la litigata col proprio partner, l’esperienza frustrante sul lavoro, i risultati scolastici deludenti, le domeniche pomeriggio passate da soli ad annoiarsi in casa. Dunque dobbiamo essere consapevoli del fatto che negli ultimi anni è successo qualcosa di importante, si è affermato un trend che ci coinvolge direttamente. Anche chi è meno presente sui social non può sfuggire più di tanto a questo clima, perché nella società non esistono camere stagne, tutto e tutti sono interconnessi ed è molto difficile chiamarsi fuori, quando ci sono dei problemi.

Se ci sentissimo veramente sicure di noi stesse, non cercheremmo il confronto con gli altri, che è spesso figlio dell’insicurezza. Anche le persone più importanti, ricche e arrivate si sentono insicure. Anche se sei al top, c’è un top ancora più top verso cui guardare. Chi ha il potere e il successo difficilmente si accontenta. La mente che confronta è insoddisfatta per sua natura. 

La mente libera è quella sicura e che vive l’"altro",  come opportunità di crescita in totale fiducia di sé e del proprio valore.

Non sentirci separate.

Accedi al gruppo privato MICAF, l'unica accademia fatta da donne e riservata esclusivamente alle donne. https://www.facebook.com/groups/897439591041344

Noi siamo proprio come le onde del mare, cambiamo di continuo. Stamattina ero arrabbiata e vedevo tutto nero. Oggi ho visto mio figlio e il mondo mi sembra meraviglioso.  In ogni momento siamo continuamente non solo influenzate, ma addirittura determinate da tutto ciò che ci circonda: le persone che frequentiamo, l’ambiente sociale, il cibo che mangiamo, le letture, i contenuti digitali. 

Rinforzare la tua autostima, la fiducia te stessa e imparare come sentirti fiera di chi sei nella certezza che puoi realizzare i tuoi sogni è il modo più sicuro per valorizzare la tua unicità e cogliere l'insegnamento da ogni situazione o persona al netto di confronti, giudizi e aspettative.

Leggi anche https://chiarinigloria.it/leadership-donne-e-vision-la-fiducia/

https://chiarinigloria.it/donne-e-madri-che-sorreggono-il-mondo/

MISURA IL TUO GRADO DI AUTOSTIMA E RICEVI DA SUBITO LA TUA PRIMA SESSIONE GRATUITA CON ME!

https://chiarinigloria.it/tuo-livello-di-autostima/

 

Gloria, mental coach per donne.


Mental coach, autostima, donne e denaro?

 

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MENTAL COACH PER DONNE: UNA PROFESSIONE VINCENTE.

DONNE, DENARO E AUTSOTIMA: MENTAL COACH PER DONNE. 

Essere una mental coach per donne significa anche dare strumenti concreti alle professioniste per per valorizzare la propria attività e sentirsi ripagate in termini personali ed economici: da donna a donna, le bollette di casa e gli f24 non vengono pagati con parole d'amore e gesti di gentili.

I soldi servono e servono per onorare le proprie responsabilità MA anche per un ricambio di energia che impatta sula qualità della propria vita e sulla buona riuscita della stessa.
Il denaro è fondamentale per creare quell'energia buona che ti permette di soddisfare i tuoi bisogni, di sentirti appagata, valorizzata e di prendere decisioni importanti in modo libero. Inoltre, ricordiamoci che guadagnare adeguatamente nutre la tua AUTOSTIMA, pilastro fondamentale per la facilità di una donna e per vivere una vita in piena consapevolezza del proprio potenziale! Essere una mental coach per donne significa darti metodo, disciplina e sicurezza nel realizzare un vita di successo in termini personali ed economici. Scopri l'articolo in cui trovi le testimonianze di donne che grazie ai percorsi di coaching Micaf, hanno migliorato e innalzato il proprio livello di autostima! https://chiarinigloria.it/autostima-quanto-incide-sulla-tua-felicita/

Il denaro non è solo una questione di soldi. E' una questione di VALORE!

Ecco alcune semplici domande per capire quanto ti senti appagata e ripagata in termini economici e personali. Nei percorsi di coaching quando l'obiettivo è quello di costruire una relazione sana e forte col denaro facendosi pagare adeguatamente rispetto al proprio prodotto/servizio, l'uso delle domande è un punto di partenza fondamentale: fare chiarezza è necessario per liberarsi dal buio, dalle difficoltà, dalla confusione e dalla paura. Rinforzare la propria autostima, scardinare insicurezze e avere fiducia in sé stesse diventa possibile dopo pochissime sessioni individuali.

Una volta rinforzata la propria identità professionale, tracciare una via sicura e discipata è il secondo step. Quando ti manca un piano d'azione specifico, ti troverai a realizzare piani d'azione di altri!

Rispondi in modo sincero.

  • Che rapporto hai col denaro?
  • Ne hai abbastanza?
  • Ti Senti ripagata rispetto al tempo e alle energia che investi ogni giorno nella  tua professione?
  • Sei soddisfatta dei risultati e hai un metodo efficace per pianificare e cerare abbondanza?

Lavorare sodo E' ABBASTANZA?

 

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I PERCORSI DI COACHING.

Grazie a percorsi di coaching specifici, quello che scoprono molte delle professioniste con le quali lavoro è che lavorare sodo NON BASTA!

Capita anche a te di vivere la stessa sensazione? Se sì, come hai risolto il problema?

Quando si parla di successo é utile ricordare che non è sufficiente basarsi esclusivamente sull'impegno, sulle ore di studio e lavoro impiegate ogni giorno,.. magari!
Nel nuovo scenario di un mercato si sta espandendo in modo dinamico e che risulta essere sempre più confuso e imprevedibile, lavorare sodo non basta.
Cosa fare!? Quali le strategie più efficaci? Quali i pilastri su cui è utile lavorare per promuoverti con successo e in modo sicuro?
Come valorizzare il tuo lavoro in modo efficace e produttivo? Cosa fare per aprirti al cambiamento e godere anche in modo migliore del tuo tempo e dei tuoi soldi?

MENTAL COACH PER DONNE: NASCE UN GRUPPO DI COACHING RISERVATO ESCLUSIVAMENTE A DONNE E PROFESSIONISTE.

Nel gruppo privato Micaf (il gruppo facebook privato che ho fondato in favore di donne e professioniste https://www.facebook.com/groups/897439591041344 ), ampio spazio è dedicato alla gestione del tempo, al capire come pianificare una strategia vincente in ambito business e al valorizzare la propria attività. Di seguito condivido alcuni aspetti che potrebbero esserti utili e che in sessione di coaching approfondisco in modo esclusivo.  (Fissa la tua prima sessione di coaching gratuita e scopriamo come valorizzare la tua attività promuovendo l'alto valore del tuo prodotto/servizio. Scrivimi in privato al numero WhatsApp 328256986).

Ecco sette motivi per cui è probabile non avere successo anche se lavori sodo.

  • Non ci si approccia a nuove persone e idee: restare ancorate alle proprie convinzioni equivale a limitare lo spazio d'azione in cui agire grazie proprio a nuove conoscenze e diverse idee.
  • Si è avverse al cambiamento.
  • Si ha paura di correre rischi.
  • Si pensa che il successo sia dovuto in base ai propri titoli.
  • Ci si concentra solo su ciò che piace.
  • Non si rispettano le decisioni!
  • Non si crede abbastanza in sé stesse.

MENTAL COACH PER DONNE: DA DOVE INIZIARE IN UN PERCORSO DI COACHING.

  • In cosa fai difficoltà? Hai una tua strategia specifica?
  • Gestisci le emozioni o ti fai dominare dalle situazioni e/o dalle persone?
  • Quali sono gli elementi che ti stanno rallentando?
  • Stai lavorando sodo e ti senti ripagata?
  • Cosa vorresti ottenere grazie ad un percorso di coaching?

Nei prossimi giorni spuntiamo insieme ognuno dei sette aspetti ma se già ora vuoi condividere in cosa ti senti insoddisfatta, scrivimi in privato!

 

                                                                                                                                                                      Gloria Chiarini - Mental coach per Donne e Imprenditrici - Cell. 3282560986

 

 


"Gloria risponde": coaching al femminile.

 

 

COACHING DONNA.

LA RUBRICA NATA ESCLUSIVAMENTE IN FAVORE DELLE DONNE: "Gloria risponde…” (scrivimi all'indirizzo mail redazione@giornalepaesemio.it oppure al numero 331.3450498)

In un periodo di forte cambiamento come quello che stiamo attraversando, è fondamentale mettere in campo strumenti a supporto di DONNE che vogliono guardare al futuro con coraggio, investendo impegno e volontà di affermarsi professionalmente e/o reinventandosi in una realtà sempre più dinamica e incerta.

UNA PROFESSIONE CHE HO SCELTO CON DETERMINAZIONE E PASSIONE: ESSERE LA MENTAL COACH CHE OGNI GIORNO SI DEDICA AL BENE DELLE DONNE E AL VALORIZZARE I LORO TALENTI.

Grazie alla mia professione di mental coach focalizzata solo ed esclusivamente al bene e al successo delle donne e grazie alla mia esperienza con centinaia di clienti, posso dirti con certezza che ogni donna, TU COMPRESA, ha la concreta possibilità di realizzarsi di vivere una vita piena, ricca e felice. Spesso non è la volontà a mancare ma il modo per realizzarsi, per superare paure, sensi di colpa, paura del giudizio e la solitudine nel prendere una decisione che potrebbe cambiare la tua vita: sai che quella decisione è la migliore per la tua vita e per la tua felicità ma fai difficoltà e fare il primo passo... e intanto il tempo passa.

Come fare? Cosa fare? In che modo capire e scegliere con coraggio?

La mente ha delle regole ben precise e quando le conosci comandi il gioco.

Da donna a donna mi piace dire che parliamo la stessa lingua e per questo capirci diventa facile! Il mio obiettivo ogni giorno è quello di guidare Donne e Professioniste affinché ognuna di esse possa vivere la propria vita in modo libero e sicuro, al netto da compromessi o fallimenti generati dalla mancata autostima e dalla scarsa consapevolezza del proprio potenziale.
Il primo passo è valorizzare la Tua unicità, riconoscere che tu vali e che sei capace indipendentemente da chi o da cosa la vita ti riserva.

IL POTERE DELLE DOMANDE NELLE SESSIONI DI COACHING.

  • Quanto sei felice della tua vita? Quanto sono importanti i tuoi sogni?
  • Vuoi cambiare la tua vita e lasciare situazioni personali o professionali che ti mettono in ombra e che ti fanno vivere una vita diversa da quella che senti di meritare?
  • Senti di valere molto più di quello che ti viene riconosciuto? Sei stanca?

Le domande nelle sessioni di coaching hanno il potere di fare chiarezza e di guidarti verso una decisione che si dimostra essere vincente per la tua vita.  Troppe volte evitiamo però di rispondere per paura delle conseguenze dimenticando le implicazioni nell'accettare una relazione, un lavoro o una situazione che limita la nostra libertà.

LA LIBERTA' COME DONO DA PROTEGGERE.

Il modo esiste e il mio impegno è costante e quotidiano in tuo favore e in favore delle nostre figlie che sono le donne del futuro.
Dalla notte dei tempi, la donna è per la Vita. Oggi il tuo contributo è richiesto quanto necessario. Sono fiera ed  emozionata nel comunicarti che da oggi è attiva la rubrica “Gloria risponde” in favore di donne che vogliono capire come liberarsi da delusioni, da sensi di colpa, da giudizi ingiusti, dalla sensazione di sentirsi sole e spaventate rispetto al futuro. La condivisione diventa un punto di forza e oggi la mia professione e la mia esperienza sono al tuo servizio!

QUANDI DICI DI "NO", PERMETTI ALLA TUA IDENTITA' DI ESSERE RICONOSCIUTA.

Ecco la prima domanda che è arrivata nella redazione del giornale e che ti condivido certa che ti possa essere di ispirazione.

“Buongiorno, ho una domanda per la mental coach Gloria Chiarini. Perché noi donne non riusciamo mai a dire no agli altri? In questo modo ci ritroviamo sommerse da mille incombenze e non riusciamo a fare quello che più ci sta a cuore. Grazie, L.”

Risposta.

Come mai tanta fatica a dire NO a persone o situazioni che ci stanno strette o che ci mettono in ombra?  Dire NO mette in luce i nostri bisogni e fa capire all'altro/a che siamo persone con propri pensieri e proprie esigenze. E’ più facile rispondere con un SI ad una richiesta perché dire NO mette a disagio e fa emergere emozioni negative, come il senso di colpa, la vergogna e la paura.

A volte diciamo di SÌ perché è poco chiaro il motivo per dire di NO oppure lo abbiamo chiaro e temiamo le conseguenze.  Molto spesso l’infelicità è generata proprio da giganteschi NO  repressi. Quando la donna se ne rende conto la paura perde potere. E’ a questo punto che lei stessa si mette in azione per  capire come  “alleggerire” la propria vita e fare spazio a quello che la fa sentire bene. Come imparare a dire di NO? Ci sono strategie che agiscono a livello inconscio: la mente ha delle regole ben precise e quando le conosci comandi il gioco.

E’ bene  ricordare due concetti.

1. DIRE DI "NO" FA AUMENTARE LA TUA AUTOSTIMA E RINFORZA IL TUO CARATTERE.

Imparare a dire di NO rafforza la tua autostima che a sua volta ti incoraggia nel prendere decisioni utili che ti permettono di raggiungere migliori risultati, sia in ambito lavorativo che privato. Crei un circolo virtuoso all’interno del quale rinforzi il tuo carattere. 

2. DIRE DI "NO" FACILITA LA COSTRUZIONE DELLA TUA IDENTITA' E TI PERMETTE DI ESSERE RICONOSCIUTA.

Il secondo aspetto da considerare è legato al  bisogno di identità e di riconoscimento. C’è una buona parte della nostra esistenza nella quale abbiamo bisogno di essere viste, riconosciute e validate dalle altre persone: genitori, amici, insegnanti.. E’ fondamentale per la costruzione della nostra identità.  Ma poi è necessario che ci individuiamo con delle caratteristiche precise.  La parte più intima  di ogni donna sa bene che il “prezzo da pagare” potrebbe essere quello di ricevere disapprovazione e poca comprensione e quindi sceglie la via più facile: dire di SÌ! Questo segna la rinuncia all'espressione della tua unicità. La tua unicità è il tuo valore aggiunto!

Lo scopo della vita non è quello di piacere a tutti ma di avere accanto persone che ci amano per quello che siamo e non per quello che vorrebbero che fossimo.

   

Un'identità forte acquisisce riconoscimento perché  ha delle caratteristiche precise.

"Gloria risponde…” è la Rubrica di coaching nata esclusivamente in favore delle Donne. Scrivimi e sarò felice di risponderti, anche in forma privata o anonima:

redazione@giornalepaesemio.it oppure al numero 331.3450498

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Gloria Chiarini - Mental Coach per Donne - Cell. 3282560986


Autostima: Dire di NO come prima forma di Libertà.

IL NO COME PROFONDISSIMA FORMA DI REALIZZAZIONE DI TE STESSA.

SEI CAPACE DI DIRE DI NO?

Cosa ti blocca? Qualunque sia l’origine di questo atteggiamento, sicuramente incidono la bassa autostima che hai di te, la scarsa fiducia in te stessa, la paura di deludere e allo stesso modo il bisogno di sentirti importante.

IL PREZZO CHE PAGHI E' ALTO!

Dire di "no" per la maggior parte delle persone non è facile. C’è qualcuno che fa del "no" il proprio baluardo. Quelli che rispondono subito con un "no", di solito sono una minoranza e sono persone che spesso sono diffidenti ma la maggior parte di noi fa fatica a dire di "no", magari non in tutti gli ambiti della propria vita ma in alcuni accade regolarmente.

Sembra molto più facile dire di "si":  dire di "no" fa temere di deludere, genera il timore di esser giudicate male o di perdere quella opportunità. Spesso diciamo di "si" anche quando non ne abbiamo voglia oppure,  quando non abbiamo ben compreso che cosa comporterà quel "si",  tant'è che poi accade che diciamo di "sì" ad una richiesta che poi non riusciamo a soddisfare col risultato che il senso di colpa lo scontento dell'altro/a diventano maggiori.

 

LA PAURA E' QUELLA DI DELUDERE MA COSI' FACENDO PERDI FIDUCIA E STIMA IN TE STESSA.

Spesso diciamo di "sì" perché non abbiamo ben chiare le motivazioni per dire di "no" oppure le abbiamo chiare e temiamo le conseguenze. Moltissime forme di ansia e di attacchi di panico sono un NO: quel "no" che la persona ha taciuto al lavoro, alle aspettative degli altri, alle richieste che vengono fatte. Molto spesso l’infelicità e l’ansia è un gigantesco NO taciuto e represso. E quando le persone se ne rendono conto, ecco che la paura perde potere. Per imparare a dire di "no" è necessario ricordare due concetti: identità e riconoscimento.

 

IL NO DETTO IN FAVORE DELLA NOSTRA IDENTITÀ E DEL NOSTRO RICONOSCIMENTO.

C’è una buona parte della nostra esistenza nella quale abbiamo bisogno di essere viste, riconosciute e validate dalle altre persone: genitori, amici, insegnanti ed è fondamentale per la costruzione della nostra identità e per fissare le basi della nostra autostima nutrendo la fiducia in noi stesse. Poi viene il tempo in cui è necessario che ci individuiamo e diveniamo qualcuno con delle caratteristiche precise ma spesso abbiamo paura di dedicarci allo sviluppo della  nostra identità e cerchiamo costantemente il riconoscimento dicendo sempre di "si."

Pensiamo che se diremo di "sì", gli altri ci apprezzeranno, capiranno quello che per noi è importante e ci ameranno, perciò avremo un riconoscimento della nostra identità. In realtà un'identità forte acquisisce riconoscimento per il solo fatto che ha delle caratteristiche ben precise.

Giunge un tempo in cui è necessario dire di "no" per dare modo alla Tua identità di esistere.

Quando dici di "no", non stai deludendo qualcuno. Stai cominciando ad essere quella che sei e a permettere alla tua identità di essere RICONOSCIUTA.

Quando stai dicendo di "no" (naturalmente a ragion veduta), stai dicendo di "si" a quello che ami, stai dicendo di "si" ai tuoi sogni, stai dicendo di "si" alla tua realizzazione.

Ogni volta che dici di "si" ad un lavoro che non ti piace, stai dicendo NO alla tuo sogno di realizzazione!

Ogni volta che dici di "si" ad una persona con la quale non ti senti in sintonia, stai dicendo di "no" alla possibilità di avere una relazione più profonda con qualcun altro.

Ogni volta che dici di "si" a tantissimi impegni e a tantissime richieste che arrivano dal tuo ambiente, stai dicendo di "no" a ciò che ami.

ESERCIZIO

Comincia a ribaltare il paradigma:  ogni vota che dici di SI, chiediti  a che cosa della tua vita stai dicendo di "no" e sarà più facile capire se è il momento di dire di "si" o se è il momento di dire di "no."

L’IMPORTANZA DI AVERE PIENA FIDUCIA IN TE STESSA E DI ALIMENTARE LA TUA AUTOSTIMA.

Tanto più sei in fiducia di te, tanto più la tua autostima è forte.

Tanto più la tua identità è forte, maggiore è la libertà nel dire dei "no" che si dimostreranno funzionali alla tua piena realizzazione  al tuo riconoscimento.

 

Buon lavoro.

Mi chiedo quanto è importante per te stessa migliorare la tua autostima e imparare a dire di no liberandoti da sensi di colpa e trovando finalmente il modo di decidere in tuo favore!

Fissa subito la tua prima sessione di coaching gratuita!

Gloria - Cell. 328 2560986

 

 

 

 

 


#2021MICAF - Obiettivo Donna.

 

LASCIA ALLE SPALLE QUELLO CHE NON TI STA PIÙ' BENE E SCOPRI COME VIVERE LA VITA DEI TUOI SOGNI!

#2021 MICAF: OBIETTIVO AUSTOSTIMA.

In che modo migliorare la tua autostima migliora la tua vita?

In che modo fortificare la tua autostima, ti rende una Donna capace di prendere decisioni importanti?

In che modo alimentare la tua autostima, ti fa sentire sicura?

In che modo puoi guardare al tuo futuro con fiducia puntando sulla tua autostima?

Se dai poco valore a te stessa, puoi essere sicura che il mondo intorno a te non giocherà al rialzo!

Quando sei ben consapevole del tuo valore, niente e nessuno riuscirà a limitare LA TUA LIBERTÀ'.

Il primo Modulo Micaf #2021 - OBIETTIVO AUTOSTIMA, è IL MODULO PER ECCELLENZA CHE RISPONDE ALLE ESIGENZE DI DONNE E PROFESSIONISTE  che vogliono rafforzare e migliorare la loro autostima: è nato proprio in seguito alle loro richieste e ai loro costanti e straordinari miglioramenti nei percorsi Micaf.

Il 2021 e quelli che verranno saranno gli anni della riscossa, della riscoperta delle nostre potenzialità e mi auguro che siano anche gli anni in cui finalmente ogni donna potrà trovare la sua strada nel mondo.

Per proseguire il proprio percorso di consapevolezza e coltivare il proprio talento, con lo scopo ultimo di metterlo a servizio nostro e di chi a sua volta sta cercando aiuto e supporto nel suo cammino di vita, ho creato una realtà tutta al femminile in cui ogni donna ha la CONCRETA POSSIBILITÀ' DI TROVARE IL PROPRIO SPAZIO. Grazie al valore aggiunto chiamato DONNA, e grazie alle richieste di tantissime professioniste e non, ho strutturato un percorso all'interno del Micaf che si dedica in modo specifico al MIGLIORARE LA TUA AUTOSTIMA.

Se anche tu senti che è arrivato il momento di invertire la rotta e vuoi un modo per realizzarti puntando su di te, sono orgogliosa ed entusiasta di presentarti il nuovo percorso Micaf #2021 - OBIETTIVO AUTOSTIMA.

#2021 OBIETTIVO AUTOSTIMA FA PER TE SE:

  • senti l’esigenza di un cambiamento evolutivo e una maggiore conoscenza votata all’azione;
  • vuoi migliorare la comunicazione con te Stessa e con gli altri;
  • vuoi ottenere risultati sicuri ed eccellenti insieme ai meritati riconoscimenti;
  • senti l’urgenza di liberarti da paure, sensi di colpa e frustrazioni personali e professionali;
  • vuoi prendere decisioni coraggiose;
  • vuoi sviluppare il tuo potenziale inespresso;
  • senti che è arrivato il TUO MOMENTO!

 #2021 MICAF - OBIETTIVO AUTOSTIMA ti permette di:

  • SUPERARE LA PAURA DI NON FARCELA DIVENTANDO SICURA DI TE STESSA
  • RINFORZARE LA PIENA FIDUCIA DI TE STESSA
  • CREARE RELAZIONI PIÙ’ SODDISFACENTI CON TE E CON GLI ALTRI
  • IMPARARE AD AMARE TE STESSA E IL TUO CORPO
  • MIGLIORARE LA TUA COMUNICAZIONE PER VIVERE RELAZIONI MIGLIORI
  • IMPARARE COME RISOLVERE CONFLITTI PERSONALI E PROFESSIONALI
  • CHIARIRE I TUOI OBIETTIVI
  • IMPARARE COME GESTIRE I TUOI STATI D’ANIMO
  • CRESCERE E AFFINARE IL TUO SUCCESSO DI DONNA E DI PROFESSIONISTA REALIZZANDO LO SCOPO DELLA TUA VITA
  • TROVARE IL CORAGGIO DI PRENDERE DECISIONI IMPORTANTI
  • SAPER ACCEDERE AL TUO “STATO GENIO”: LE TUE MIGLIORI RISORSE, QUELLE CHE TI RENDONO UNICA
  • MIGLIORARE LA TUA INTELLIGENZA EMOTIVA

Approfittane per scoprire il percorso che può realmente migliorare e dare valore alla tua vita personale e professionale: FAI SPAZIO E RAFFORZA LA TUA AUTOSTIMA!

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Lo stile di vita "Calimero"

LO STILE DI VITA "CALIMERO"

IL PESO DEL VITTIMISMO

In che modo vincere il vittimismo migliora la tua vita?

Capitano tutte a te? Allora soffri della Sindrome di Calimero!

La Sindrome di Calimero è una particolare forma di vittimismo che predispone a credere che ogni cosa ti sia avversa e che alla fine capitino tutte a te.
E’ un atteggiamento che porta a vivere con forte ansia, che ti fa sentire vittima degli altri e del destino e che ti porta a vivere in balia degli eventi.
E' vero, capita a tutte noi di sentirci a volte perseguitate dalla sfortuna e di sentirci fragili e senza più speranza. Di credere che la vita si sia accanita contro di noi e di sentirci giù di morale, insoddisfatte e incapaci di vedere un futuro diverso!  E' bene ricordare che tale sensazione è passeggera e che se elaborata, ci porta poi ad affrontare con rinnovato coraggio anche le esperienze più sfidanti.

E per elaborata non intendo solo superata, MA accolta,"digerita" e lasciata andare!

Questa condizione di sentirsi sempre vittime di torti e ingiustizie, influenza fortemente le relazioni affettive e lo stile di vita.
Secondo un recente sondaggio pare che sia un disturbo sempre più diffuso e colpisca circa il 70% della popolazione.
La Sindrome di Calimero colpisce le donne con bassa autostima, che sono insicure, che hanno poca fiducia in sé stesse e che hanno l'abitudine alla rinuncia per paura del fallimento, della delusione, del giudizio o del senso di colpa.

 


SINDROME DI CALIMERO: come riconoscerla e affrontarla.
Ci lamentiamo del nostro aspetto fisico, del lavoro, del posto dove viviamo, della vita che conduciamo, della nostra condizione economica o del nostro partner.
Ci sentiamo perennemente insoddisfatte e continuiamo a lamentarci senza però fare nulla di concreto per cambiare in meglio le cose. Anzi ci lasciamo andare a una sterile autocommiserazione che non porta alcun beneficio se non quella di perdere l’opportunità di VIVERE.
Questo stato può durare qualche momento oppure periodi molto lunghi, entrando a far parte della nostra NORMALE personalità e condizionando così le nostre azioni quotidiane e la nostra vita,

trasformandosi in un vero e proprio STILE DI VITA.

In buona sostanza, la Sindrome di Calimero è l’insieme dei comportamenti che derivano dalla convinzione di essere sfortunata e determinano un atteggiamento mentale che crea dei limiti e inibisce l’intervenire concretamente sui problemi, limitando ad accontentarci nel vivere una vita DIVERSA DA QUELLA CHE VORREMMO.

SINDROME DI CALIMERO: QUANDO ALLARMARTI?
Scopriamolo insieme!

Grazie alla mia professione, sono certa di quello che ti sto per svelare!

Alla base c’è una bassa autostima che si manifesta con sensazioni di inadeguatezza, di fragilità e timore nell’affrontare nuove situazioni, talvolta perfino paura nell’esprimere le proprie opinioni e subendo le critiche, come se tutto ciò che fosse al di fuori di noi fosse più importante di quello che invece vibra dentro di noi da quando veniamo al mondo.
Sono caratteristiche le frasi del tipo: “Perché capitano tutte a me?”, “Ci rimetto sempre io”, “E’ sempre colpa mia” “Nessuno può aiutarmi””Sono sfortunata”.

Spesso veniamo colpite duramente dagli eventi della vita. A chi non è capitato di sentirsi vittima? Certamente a tutte è successo almeno una volta di sentirsi il bersaglio di situazioni negative e avere vissuto un profondo senso di ingiustizia. Questo sentire talvolta, ha origini legate all'infanzia.

La più parte delle volte, mi trovo a seguire donne in età adulta, che soffrono ancora l'assenza di affettività da parte dei genitori, sentono la mancata gratificazione rispetto ai risultati ottenuti sia in ambito professionale che personale; sono tormentate dalla sensazione di non essere e di non fare abbastanza e, affrante da quel bisogno di amore che ci portiamo da quando veniamo al mondo, decidono e si muovono nella loro vita condizionate da quello stesso bisogno che troverebbe appagamento migliorando la fiducia in sé stesse,  fortificando i loro talenti e sviluppando il loro potenziale.

Nella Sindrome di Calimero, il vittimismo giunge sino all’esasperazione, la continua lamentosità diventa sproporzionata e influenza negativamente la personalità portando alla frustrazione e all’insoddisfazione, oltre che alla solitudine perché come dico ogni volta che lavoro con una donna:

le persone amano stare con le persone felici!

L’atteggiamento di vittima in cui ci si identifica diviene un meccanismo di pensiero costante nell’affrontare la vita e determina continui insuccessi di cui poi potersi lamentare, senza fare niente per cambiare. Per la serie: se non hai nulla di cui lamentarmi, non hai nulla da raccontare perché nel frattempo hai perso l’abitudine di godere delle cose belle della vita.

Il pensiero molto negativo verso se stesse è tipico della Sindrome di Calimero. Prevale la credenza che come al solito ci saranno degli ostacoli e non si riuscirà a concludere niente.
La motivazione viene perduta e allo stesso modo, la determinazione nel voler realizzare quello che per noi è importante, sbiadisce facendoci perdere in partenza.

L’atteggiamento che scegli di adottare, influenza anche le relazioni, che ovviamente, vittime del tuo vittimismo, falliscono.

Ripeto:
le persone amano stare con persone felici!

Questo atteggiamento viene spesso adottato per attirare l’attenzione su di sé e avere la benevolenza degli altri. In sostanza per colmare il bisogno umano che è insito in ogni donna, che è il bisogno di sentirti amata e di essere "vista", anche inconsciamente, vivrai da vittima.

Le origini possono essere svariate.

– Modalità che abbiamo appreso da figure di riferimento importanti nella nostra vita.
– Traumi subiti nell’infanzia.
– Abbandoni e trascuratezza subiti nella famiglia di origine.

 


COME VIVERE UNA VITA DA PROTAGONISTA?
Prima di tutto per vincere il vittimismo è necessario prendere coscienza della situazione e rendersi consapevoli dei danni che ci auto procuriamo.
Poi il passo più importante : potenziare l’Autostima.
Questo è il passo fondamentale, per non consentire che i meccanismi della mente possano intrappolarti ancora.

FAI QUESTO ESERCIZIO
- Osservati e renditi consapevole di quanto tempo passi a lamentarti;

  • di quanto tempo dedichi a guardare a chi riesce in quello che vorresti mentre tu no,
  • di quanto tempo dedichi a guardare chi gode di una relazione felice mentre tu no;
  • di quanto tempo dedichi a guardare chi sta facendo concretamene qualcosa per cambiare la propria situazione mentre tu no;
  • di quanto tempo dedichi a guardare chi nonostante le difficoltà, riesce a vivere una vita felce, mentre tu no.

IN  CHE MODO STAI LAVORANDO PER AUMENTARE LA SICUREZZA I TE STESSA?

In concreto, l’atteggiamento di vittima sino ad ora cosa ti ha portato di buono?
Certamente non ti ha risolto i problemi nei quali ti culli da anni. 

 


E’ importante evolvere e crescere dentro, sperimentando una nuova condizione adulta e responsabile.
Fortifica la tua sicurezza e la tua autostima prendendo coscienza delle tue responsabilità, delle tue opportunità, senza attribuire sempre alle circostanze e al destino.


Vuoi iniziare il tuo viaggio verso il potenziamento della tua Autostima?

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A 50 anni puoi ricominciare? La risposta è SI' !

A qualsiasi età ci si conceda questa meravigliosa esperienza, ricominciare è sempre bellissimo !

Trovare il proprio scopo nella vita non è facile e sono convinta che l’incapacità di riuscirci sia uno dei motivi alla base dell‘infelicità di molte persone. Sto lavorando con decine di donne che stanno frequentando il Micaf ( il Master in Coaching al Femminile https://chiarinigloria.it/micaf  ). Le loro storie, sono tutte diverse ma tutte condividono il desiderio di rimettersi in gioco attraverso un progetto professionale che coltivano da molto tempo e al quale finora hanno rinunciato, temendo che fosse troppo tardi e convinte di non essere in grado di muoversi nel mondo complesso dell’imprenditoria e di un mercato in cui l’impronta al femminile è vincolata da un retaggio sociale alimentato da dubbi e preconcetti. Oltre a questo, si somma la scarsa autostima che ogni donna ha rispetto alle proprie capacità e al proprio destino.

Indipendentemente da ciò che facevano, queste donne hanno sentito forte il bisogno di prendere in mano la loro vita in modo concreto e di trovare il proprio scopo nella vita.

Molte donne rimangono intrappolate nella quotidianità perché conosciuta. Ricordo Elisabetta che in una sessione mi disse:
” lamentarsi per quanto non ti porti da nessuna parte allo stesso modo, ti fa sentire meno sola. Eppure di fatto, resti sola con le tue lamentele. Cambiare sicuramente ti apre porte sconosciute ma come puoi cambiare se ti chiudi al nuovo ?”
Elisabetta, 51 anni e commessa in una grande catena di supermercati, era determinata nel trovare un modo per reinventarsi nonostante le possibilità economiche fossero poco favorevoli. Ma era molto più forte il desiderio di dare uno scopo alla sua esistenza e che fosse il Suo Scopo: quello scopo che regala il sorriso a chi si addormenta alla sera sapendo di aver dato un senso allo scorrere inesorabile del tempo.

La verità? Non mettersi in gioco e non rivoluzionare la propria vita solo per paura, è l’errore più grande che possiamo commettere: là fuori ci sono un’infinità di vite e di esperienze, che aspettano soltanto noi. E non dovremmo mai limitarci a inseguire obiettivi e realizzare sogni perché qualsiasi sia la nostra età anagrafica, nulla ci sarà impossibile se siamo tenaci.

 

 

E i 50 anni in questo senso, possono rappresentare il momento perfetto per rimettersi in gioco, una sfida che molte donne oggi si pongono.

Ricominciare può essere davvero bellissimo a questa età: il nostro bagaglio è ricco come non mai !

Chi ci impedisce allora di configurare questa età come il momento perfetto per cambiare e rivoluzionare la nostra vita? Sia che si tratti di un nuovo amore, di un’esperienza lavorativa o di quel viaggio senza data di ritorno, che abbiamo sempre sognato, ma che per paura abbiamo rimandato.

Desiderare di cambiare vita, dopo gli “anta” non è così inusuale, e anzi, la paura può trasformarsi in un grande alleato, nell’energia e nella forza di cui abbiamo bisogno per dare voce a tutti i sogni incompiuti.

Cambiare vita è sempre possibile: si può a 30 anni, a 40 o a 50, in qualsiasi momento, ma con la stessa voglia di sentirsi realizzate e felici, di ritrovarci, di dare voce alle nostre passioni o ai talenti.

Certo, il cambiamento in qualche modo scombussola la routine, la nostra e quella delle persone che con noi la condividono, soprattutto nei casi in cui ci sono dei figli o una relazione stabile. Ma questo non può essere un freno o un impedimento, perché cambiare comporta il miglioramento personale e solo sentendoci realizzate potremmo rendere più felice la nostra vita e di conseguenza i rapporti con le nostre relazioni. Proprio per tale motivo, il primo modulo del Micaf è quello dedicato a Te, alla tua identità, ai tuoi valori, ai tuoi bisogni e ai tuoi obiettivi: senza una identità chiara e solida, rischi di perdere tempo e risorse mentre avendo chiaro quello che vuoi e chi sei, la traiettoria del tuo cambiamento diventa certo e definito. ( https://chiarinigloria.it/micaf )

Come trovare lo scopo della vita?

Il Micaf non dà risposte: non esistono “formule magiche” quando si parla di realizzazione personale. Ognuno ha le proprie coordinate.

Tuttavia, allo stesso modo, il processo è similare proprio perché l’essere umano è unito da paure, da incertezze, da sensi di colpa e dalla convinzione di non farcela.

Ti voglio dare alcune indicazioni che possono esserti utili per fare un piccolo passo verso il processo di cambiamento per la tua felicità: inizia a farti le giuste domande.

Una su tutte: qual è lo scopo della mia vita?

Cos’è quella cosa che ti fa sentire realizzata, che ti fa sentire parte del mondo e che ti dà la misura che tutto ha un senso? Leggi queste 8 domande e rispondi onestamente. Sono domande che in momenti diversi della mia vita mi sono posta e mi hanno aiutato a trovare le coordinate della mia felicità.

1. Cosa ami fare?

Credo che la primissima domanda che dovresti porti se vuoi capire qual è lo scopo della tua vita debba riguardare in qualche modo ciò che ami.

L’amore è alla base di tutto, l’amore è la felicità.

Cosa ti piace fare? Cosa ti fa sorridere? Quali attività svolgi senza provare alcun fastidio, noia o sofferenza? Nel mio caso sono la scrittura e il sostenere donne nel migliorare la loro vita: potrei stare con loro tutto il giorno e tutti i giorni e non mi stancherei mai ! Quando mi sono resa conto di avere questa sana “dipendenza” ho capito che tante situazioni avvenute nella mia vita mi stavano indicando chiaramente qual’era il mo posto nel mondo ed è stato molto naturale farlo diventare la mia professione se pur all’età di 44 anni !

Ricordo Cristina che iniziò il suo percorso confusa, delusa e arrabbiata per la frustrazione di dover lavorare in un call center dove nemmeno veniva pagata adeguatamente. Scarsa autostima di sé e la convinzione che all’età di 46 anni il gioco era fatto, le avevano tolto la speranza i puntare su un cambiamento. Attraverso il suo personale percorso, in pochi mesi ha ritrovato la fiducia in sé, ha scardinato paure e sensi di colpa e oggi lavora con la sorella titolare di un istituto di bellezza come receptionist: oggi è un riferimento per tante clienti oltre che per sé stessa !

Pensa a ciò che ami fare, compila una lista delle attività che ti piacciono e studiatela per un po’ in silenzio e in solitudine. È probabile che su quella lista ci sia il tuo scopo della tua vita.

2. Se potessi scegliere, che lavoro vorresti fare?

Questa è una domanda chiave, perché il lavoro, che ti piaccia o no, occupa gran parte della tua vita. Il lavoro è ciò che farai per diverse ore al giorno per diversi decenni della tua vita. Si dà pochissimo supporto ai giovani nella scelta del lavoro (scelta, non ricerca del primo impiego che capita!) quando in realtà sarebbe fondamentale insegnargli che trovare il lavoro giusto significa avvicinarsi moltissimo alla propria felicità.

Se potessi scegliere, che lavoro vorresti fare? È davvero importante la risposta. Potresti desiderare un lavoro molto ben pagato oppure un lavoro che ti dia molto tempo libero. Un lavoro sicuro o un lavoro adrenalinico. Un lavoro che ti lasci spazio e tempo per le tue passioni oppure un lavoro che sia la tua passione.

3. Quali sono i ricordi più felici che hai?

Fermati e dedica un minuto a ripensare ai momenti migliori della tua vita. Guarda quel breve filmato mentale e renditi conto che lo scopo della tua vita si trova proprio lì, in mezzo a quei ricordi. D’altronde, pensa a quanto sarebbe bello vivere solo momenti come quelli che reputi i più felici della tua esistenza… vorrebbe forse dire che hai trovato il tuo scopo nella vita?

Alla fine, secondo me, lo scopo riguarda sempre essere felici e diffondere felicità.

4. Quando ti sei sentita a casa?

Cresciamo convinti che “casa” sia il luogo in cui siamo nati ma il concetto di “casa” va oltre a ciò che si trova scritto sulla nostra carta d’identità. Ma sentirsi a casa non è solo una questione di luoghi. “Casa” è un mix di sensazioni che avverti, quando sei in un certo posto, ma soprattutto quando sei con certe persone. Mi sono sentito a casa ascoltando Cinzia mentre mi raccontava di come dopo sole 4 sessioni del suo percorso, aveva lasciato andare la rabbia verso due genitori che l’avevano fatta sentire inadeguata. Questo l’ha condizionata per anni facendola sentire “mai abbastanza” e poco amata. Immagina cosa ha significato per lei lasciare andare questa convinzione e accettare i suoi genitori per il modo in cui l'avevano amata, (se pur in modo differente da quello che lei avrebbe voluto), ma che non vedeva perché posseduta dalla rabbia!

Pensaci un attimo: quand’è che ti sei sentito davvero a casa? Chi o cosa ti ha dato quella sensazione? Lo scopo della tua vita lo trovi rispondendo a queste due domande, perché puoi avere tanti obiettivi in questo tuo percorso esistenziale ma certamente vuoi riuscire a sentirti a casa.

5. Pensa alle persone che stimi: perché le ammiri?

In questa società iper-competitiva siamo spinti sempre di più verso l’isolamento e la solitudine, una situazione che ci porta a diventare schiave dei proprio ego. Confrontarsi è la cura a questo male, perché ci insegna prima di tutto l’importanza dell’umiltà e poi ci fa capire che le persone sono un valore e non un ostacolo. Di più: le persone sono una fonte di ispirazione che ti può aiutare a trovare le coordinate della tua felicità.

Pensa alle persone che stimi: per quale motivo le guardi con ammirazione? Quali sono le caratteristiche che apprezzi? Perché vorresti assomigliare a loro (pur restando sempre te stesso)?

Non ti vergognare di prendere spunto da coloro che stimi, o addirittura di chiedere loro consigli di vita e professionali: le persone sono una risorsa straordinaria. Metti da parte l’ego e analizza con umiltà gli esempi di successo che hai intorno. Sarà molto più facile capire qual è la direzione giusta da dare alla tua vita. Sai, nel mio percorso di studio sono sempre andata alla fonte: sono sempre andata a chiedere ai trainer che in quel momento mi stavano guidando e che avevo scelto. Se volevo essere come loro, dovevo chiedere e capire !

6. Cosa sai fare bene?

Ci sono persone dotate di un talento naturale: certe cose le sanno fare proprio bene. Io sono contro ogni tipo di etichetta, quindi non ti dirò mai che se hai un talento devi concretizzarlo anche se questo ti farà odiare la vita. Ma voglio che ci pensi un attimo e se trovi qualcosa che sei davvero bravo a fare, dovresti considerare l’idea di dedicarti anima e corpo.

Perché se trovi qualcosa che ti viene facile e naturale, avrai una vita poco faticosa e avrai quasi sicuramente molto tempo libero per te stessa. La formula è questa: se non ti rende infelice e se lo sai fare bene, allora potrebbe essere lo scopo della tua vita.

7. Se nessuno ti giudicasse, cosa faresti della tua vita?

Una domanda a cui pochi rispondono onestamente. Immagina di esserti trasferita dall’altra parte del mondo. Sei sola e nessuno ti conosce. Non sanno nemmeno come ti chiami. Come riprogrammeresti la tua vita? Cercheresti lavoro nello stesso ambito in cui lavori ora? Avresti gli stessi hobby? Organizzeresti le tue giornate nello stesso modo?

Se alla domanda iniziale rispondi immaginando una vita completamente diversa da quella che hai ora, allora c’è un problema. Lo scopo della tua esistenza non si trova in quello che fai ora ma in quello che vorresti fare se nessuno ti giudicasse. Se è così, poniti un’altra domanda: vuoi vivere da “giusto”, ovvero da colei che ha sempre mantenuto le aspettative degli altri, oppure vuoi vivere semplicemente “felice“? Ancora oggi mio papà ha difficoltà a capire in cosa consiste la mia professione: lo scrivo sorridendo con tutta la mia comprensione verso mio padre che amo e che stimo. Se mi fossi fatta condizionare dalla paura del suo giudizio, forse oggi tu non staresti leggendo questo articolo. Ma oggi, faccio esattamente quello che mi riesce meglio e mio papà nonostante faccia fatica a comprendere, oggi mi legge, mi guarda e scambia qualche commento con mia mamma: naturalmente a mia insaputa !

8. Quali sono i cambiamenti che vorresti vedere nel mondo?

La felicità non è una strada a senso unico. La felicità è uno scambio: non puoi ottenerla se non impari a donarne un po’. Non ragionare in modo unilaterale, pensando solo alla tua realizzazione personale.

Sei una donna e dalla notte dei tempi, Sei Per la Vita.

Ragiona in modo più ampio e universale: vuoi dare un senso al tuo percorso su questa Terra? Allora pensa a cosa potresti fare di concreto per lasciarla in uno stato migliore rispetto a quello in cui l’hai trovata.

 

C’è chi trova il proprio scopo nell’aiutare gli altri, chi vuole salvare il Pianeta dall’inquinamento, chi vive per ridurre gli sprechi, chi per salvare persone che si sono perse, chi per condividere positività e portare qualche sorriso in più … Lo scopo della tua vita si trova anche e soprattutto in ciò che puoi dare.

E Tu, che scopo vuoi dare al Nuovo Anno ?

Ti abbraccio con Affetto, Gloria - https://chiarinigloria.it/micaf

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Quanto tempo dedichi alla tua felicità?

Avevo 16 anni, ero in forte sovrappeso e il viso tempestato da brufoli !

IL CORAGGIO DI CREDERE IN TE STESSA.

COSA TI MANCA PER ESSERE FELICE ?

La felicità è uno stato dell’anima e non una mancanza da colmare.

 

SAI COME PROTEGGERTI DAI RISCHI ?

Ci lamentiamo continuamente per ciò che ci manca, che non abbiamo e che vorremmo…ma siamo sicure che la nostra felicità dipenda da qualcosa di esterno a noi?

SE AVESSI… lamentarsi è la tua miglior strada per fallire !

Se avessi più soldi, se avessi più tempo, se avessi un uomo che mi riempie di attenzioni, se avessi un lavoro diverso, se avessi più libertà, se potessi andare in vacanza, se fossi magra, se mi sentissi capita,...se avessi se fossi...se avessi se fossi... la lista dei SE potrebbe essere infinita.

Quanto troppo tempo  trascorso a lamentarci per ciò che non abbiamo, e quanto poco tempo investito nel capire come uscire da “quella situazione”, per cambiare o migliorare quello che ti toglie la vita che vuoi vivere. Sì, quanto tanto tempo trascorso a dare colpe, a giustificarti, a trovare scuse e quanto tanto tempo impiegato nel maturare la decisione peggiore della tua vita: quella di rinunciare ai TUOI sogni e alla TUA libertà ignorando il TUO potenziale e nel mentre, ti fai distrarre dalla vita di chi impegnandosi ed investendo in sé,  costruisce e vive con successo la propria vita.  (Giudicare gli altri è molto più facile che giudicare sé stesse). Tutto questo genera solitudine, insoddisfazione e il senso di rassegnazione che ti porta quasi a convincerti che la felicità è utopia, accontentandoti di una modesta serenità.

COSA CREDI ?

Sei davvero convinta che avere più soldi o tutto il resto ti porta direttamente alla felicità e al tuo successo personale ed economico? O forse occorre qualcosa di più profondo, che riempia cuore e anima, qualcosa di più motivante e che niente e nessuno può portarti via come accade per le cose materiali o come accade quando ti deludono?

DAI IL GIUSTO VALORE ? 

Siamo oneste ragazze, di sicuro una buona stabilità economica può aiutarci a vivere meglio, permettendoci di affrontare con più tranquillità gli eventi che la vita ogni giorno ci mette di fronte, ma se alla base manca una solida stabilità interiore emotiva, il rischio è quello di vivere in balia dell’incertezza e degli eventi. Ho imparato sin da adolescente che, quando abbiamo fiducia in noi stesse e nella nostre capacità, quando abbiamo alla base una forte autostima (un lavoro da fare assolutamente su noi stesse) tutto il resto diventa una bella cornice che impreziosisce il magnifico quadro che siamo noi.

AVEVO 16 ANNI, ERO IN FORTE SOVRAPPESO E IL VISO TEMPESTATO DA BRUFOLI !

All'età di 16 anni la mia migliore amica si chiamava Stefania. Era una delle più belle ragazze del mio paese:  longilinea, capelli lunghissimi color nero corvino, due labbra carnose che erano il fiore all’occhiello di un viso disegnato in modo dolce e perfetto. Il suo fisico armonico era esaltato dalla bellezza delle sue forme e da un lato B che avrebbe fatto invidia anche alla stupenda Belen ! Era il il richiamo ideale per tutte le ragazze che a 16 anni desiderano innamorarsi e attirare a sé il ragazzo più bello, quello a cui tutte fanno il “filo”, ma che solo una può permettersi ! Il suo portamento e la sua andatura raccontavano di una ragazza che sapeva il “fatto suo” e con la presenza di una top model vestiva solo abiti alla moda e griffati. Io, contrariamente ad oggi, ero in forte sovrappeso e l'acne aveva trovato il suo miglior terreno per crescere e fissare la sua ampia dimora !

Sceglievo di  vestirmi per coprirmi anziché vestirmi per il piacere di vestire. Prima di tre figli, pur essendo una fan della moda,  i miei abiti erano belli e ordinati ma certamente non erano griffati. Indossare i jeans che per un'adolescente erano un must, per me era una vera e propria sofferenza: non c’erano ancora i tessuti elasticizzati e il jeans ti segna in modo impietoso !!  Insomma, la differenza tra me e Stefania era netta. Eppure, se ti devo dire la verità, non la percepivo. Vivevo la mia vita in modo sereno con una sicurezza che oggi riconosco appartenermi per natura. Quella sicurezza in verità, nasceva dall’amore che la mia famiglia mi dava ogni giorno e dalla mia personale convinzione che anche io ero bella, pur non potendomi permettere abiti griffati, pur non avendo il corpo di una top  model e pur avendo delle normalissime labbra !

Ti starai chiedendo se mi sarebbe piaciuto "indossare" i panni di Stefania. Probabilmente qualche volta ci ho pensato,  ma questa apparente mancanza, non mi impediva di vivere felicemente  e non mi ha mai impedito di innamorarmi e di scegliere in funzione del mio bene. Non conosco e non conoscevo l’invidia o la paura di "non essere abbastanza". Sentivo che la mia generosità e il mio essere speciale, dipendeva da quello che avevo in me, non da un abito.

La  sicurezza che mi ha sostenuta all'età di 16 anni e che ancora oggi mi guida, noto che manca in tante donne: mi chiedo spesso cosa spinga una donna a investire in addobbi che abbelliscono il suo esterno anziché  puntare al tuo cuore  e alla tua mente !

 

SAI CHE SONO SEMPRE SINCERA: TROVO QUESTO COMPORTAMENTO DAVVERO TANTO SCIOCCO.

Un bel vestito, un paio di scarpe nuove alla moda, una cena in un posto esclusivo o la vacanza vista mare, sono “cose” bellissime che sicuramente possono regalarci attimi di benessere, ma non sono la felicità.

Se dentro di noi viviamo in conflitto per una realtà che non ci appartiene, se dobbiamo adeguarci a persone e situazioni, se vorremmo fuggire ma non troviamo il coraggio e ci costringiamo ad ingoiare bocconi amari per paura del cambiamento e di restare sole, se accettiamo un lavoro che ci penalizza personalmente ed economicamente, se aiutiamo gli altri ancora prima di aiutare noi stesse, posso garantirti che non bastano quelle “cose” a darti la gioia, il successo, la libertà e la sicurezza interiore che tanto desideri.

Il risultato è che i nostri armadi chiedono aiuto perché stipati come sardine, trucco e parrucco diventano un modo per farci belle nell'illusione di ingannare il tempo e il nostro corpo è stressato perché' sottoposto ad una costante  attività fisica che si trasforma in un dovere quotidiano ancor prima che un piacere:  il nostro stile di vita ci toglie tempo prezioso, mantenendoci  in uno stati di apnea e in costante  ricerca dell’approvazione altrui ancora prima dell’approvazione di noi stesse.

 

La  paura di sentirti giudicata e il bisogno di sentirti amata, condiziona e inquina la tua mente col risultato che vivi nell'insicurezza e nell'incertezza del tuo stesso futuro.

 

DECIDI DI VIVERE NELL'ABBONDANZA?

Il segreto sta nell’imparare ad apprezzarTI e sta nella tua sentita consapevolezza che SEI un essere speciale e unica. Fin quando ti manca la pace, la serenità interiore, l'ordine della tua vita e la certezza che tu puoi vivere felice se lo vuoi veramente, niente potrà farti stare bene.

La felicità è uno stato dell’anima e non una mancanza da colmare.

LA VITA è FATTA DI SCELTE. VUOI UNA VITA DI QUALITÀ'? FAI SCELTE DI QUALITÀ. VUOI UNA VITA MEDIOCRE ? FAI SCELTE MEDIOCRI.

 

NEL PROSSIMO ARTICOLO:  COME DIVENTARE UNA DONNA FORTE.

https://chiarinigloria.it/academy-autostima-e-felicita/

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Autostima e mania del controllo

L’eccessiva mania di controllo: un pericolo per la TUA autostima.

Iniziamo con qualche esempio concreto. La vita quotidiana è la migliore palestra per imparare le lezioni più utili e funzionali alla nostra felicità.

Restare in osservazione, in ascolto e concedersi il tempo di guardare la vita con curiosità, è il modo più semplice ed immediato per riconoscere che in ognuno di noi c’è già tutto quello di cui abbiamo bisogno per fare della nostra vita, il più straordinario capolavoro al mondo !

 

In che modo Paola ha perso la stima si sé come donna e come professionista attraverso il peso della mania di controllo.

Paola, mamma, compagna e titolare d’azienda è vittima del senso del controllo da sempre: sin da giovane sacrificava tempo, passioni e  amicizie per rispettare in modo diligente e attento pianificazioni che coinvolgevano tutte le aree della sua vita.

Maniaca della perfezione e della precisione, Paola viveva in costante stress e in balia di stati d’animo pericolosi: rabbia, frustrazione, insoddisfazione e regole che solo apparentemente le davano sicurezza e ordine. Peccato che il suo umore fosse condizionato da “come” il suo controllo era funzionale ed efficace rispetto al raggiungimento dei suoi obiettivi personali e professionali. Peccato che di fronte ai mancati risultati, si sentisse inadeguata a “non abbastanza”. Peccato che la sua ostinata precisione facesse "terra bruciata" intorno a lei facendola sentire spesso sola.

 

Le  persone amano stare con persone felici e Paola si era dimenticata quanto fosse bello sentirsi felice e libera: l’ansia decideva per lei !

 

Il controllo, dunque, è una sorta di autoinganno: ogni volta che abbiamo l’impressione di esercitarlo, in realtà lo abbiamo appena perso, perché la nostra ansia ha deciso per noi. Lo scorso febbraio lei stessa mi ha contattata e mi ha chiesto uno specifico percorso di coaching con l’obiettivo di liberarsi dal peso di un quotidiano in cui stress e tensione erano diventati una costante penalizzando la sua vita privata e la sua attività lavorativa. Paola, consapevole che stava perdendo i suoi affetti più cari e stanca di assumersi responsabilità e doveri, aveva perso motivazione ed entusiasmo nei confronti alla sua una professione, una professione da sempre scelta con passione (titolare di una grande azienda metalmeccanica).
Paola decide di lavorare su di sé per alleggerirsi quel senso del dovere e del controllo che condiziona il successo della sua vita  mettendo a rischio la sua stessa salute e perdendo in autostima e sicurezza.
Nutrire la tua autostima significa anche sperimentare la paura di fidarsi e di affidarsi per comunicare a prendere fiducia prima verso te stessa e poi verso gli altri.
Grazie al superamento delle nostre paure, riconosciamo la nostra forza nel cambiamento e con fiducia ci muoviamo nell'ambiente in cui viviamo. Attraverso la capacità di passare da uno step a quello successivo, il nostro senso di sicurezza cresce insieme alla sensazione di conoscere ancora più in profondità il nostro valore e il valore di chi ci è accanto ogni giorno.

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Quando il controllo è alleato della nostra autostima ?

Se per controllo si intende una forma adeguata di verifica dell’andamento delle cose, possiamo considerarlo una strategia funzionale e utile.
Quando, invece, diventa un bisogno molto radicato nella vita della persona e la sola idea di perderlo genera spaesamento, inquietudine, nervosismo e confusione, allora parliamo di un aspetto problematico.
Andare in tilt quando un’amica ritarda di pochi minuti, essere intolleranti ai dettagli fuori posto, sentirsi turbati da un imprevisto o da tutto quello che non è sotto il proprio diretto esame, sono esempi comuni di ipercontrollo e lo stress ne diventa la naturale conseguenza.
Non si tratta solo di cercare di fare le cose sempre in modo “calcolato”, attraverso regole, programmi e schemi accurati e ripetitivi, ma anche di voler a tutti i costi sorvegliare o “guidare” le azioni altrui ( e talvolta le vite altrui !!).

 

I facilitatori della mania di controllo che oscurano la nostra autostima.

Ecco che si manifestano fattori facilitatori all’eccessiva mania di controllo che ci fa perdere di vista la nostra capacità di gestire ogni situazione in virtù di un’autostima che dovrebbe essere forte e presente:

- intolleranza per l’incertezza e l’ignoto;
- difficoltà a gestire lo stress;
- timore di commettere errori o perfezionismo;
- eccessivo senso di responsabilità;
- eccessivo bisogno di sicurezza;
- sfiducia negli altri.

Il bisogno di controllo si accompagna spesso a intransigenza, perfezionismo, rigidità e distacco. La persona si sforza di fare ordine, di prevedere l’imprevedibile, di non farsi trovare impreparata. Non si tratta di impegno e di responsabilità, ma di un’urgenza interiore.
Il bisogno di controllo aiuta a mantenere l’immagine ideale di sé, di indipendenza ed efficienza, ma diventa una maschera che soffoca la vitalità della persona, bloccando la spontaneità e lo slancio.
Iniziano a delinearsi un concetto associato ad una bassa autostima: l'insicurezza verso l'immagine di noi stesse e la presa di mania del controllo che in realtà ci rende schiave.

Avere autostima significa possedere una sicurezza su cosa fare e come comportarsi in una determinata attività e avere la tranquillità di sapere (in linea generale) cosa potrebbe accadere (controllo dell’ambiente).
La nostra autostima cresce quando impariamo a mollare il peso del senso di controllo in cambio della gioia nel sentirci sicure di contare su di noi imparando ad essere  flessibili nel posticipare impegni, nel permetterci di sbagliare e nel riconoscere il nostro valore indipendentemente da quanto siamo “brave” o “ belle”.

 

In che modo il controllo impoverisce la nostra autostima.

Il bisogno di controllo blocca il contatto con le proprie emozioni profonde (paura, sensi di colpa, rabbia, tristezza). Non a caso la persona ipercontrollante appare emotivamente trattenuta e rigida.  Tra le paure più profonde c’è quella di deludere, di sbagliare, di essere da meno, di mostrarsi vulnerabili, di tradire la stima o la fiducia di qualcuno di significativo.  In questo stato, l’autostima che vive di emozioni generate dai risultati che impattano sulla nostra felicità e sul nostro sentirci persone capaci, ne paga un caro prezzo: vittime di autocontrollo e di regole, subiamo il giudizio verso noi stesse sentendoci in costante rincorsa verso un’iillusoria perfezione togliendoci la gioia del vivere belle emozioni.

 

Come nutrire la tua autostima lasciando andare la mania di controllo.

Non si può “controllare il bisogno di controllo” bensì imparare ad allentare la presa.  Lasciare andare.

- Lasciar andare non significa smettere di agire, ma sviluppare la capacità di seguire il flusso delle azioni in piena fiducia di sé. Significa imparare ogni tanto a lasciare accadere ciò che accade, far sì che per un po’ le cose seguano il loro corso spontaneamente, senza il nostro intervento. Molto spesso l’imprevisto può rivelarsi una svolta sorprendentemente positiva. E in questo terreno abbiamo l’opportunità di dare spazio alla crescita della nostra autostima che gode della libertà di alimentarsi anche dai nostri “insuccessi” consapevole che anche da essi diventiamo persone migliori e più capaci, oltre che più felici.

- Lasciare andare vuol dire anche imparare a uscire fuori dall’ordinario, dalla routine cadenzata e iper calcolata: limitarsi al conosciuto vuol dire spegnersi lentamente.

- Altrettanto significativo risulta imparare a delegare. Fidarsi e affidarsi. Accettare che altri facciano al posto nostro e a loro modo. L’idea di bastare a se stessi, portata allo stremo, si scontra inevitabilmente con l’amara realtà del sovraccarico emotivo.
Piuttosto che focalizzarsi sul non commettere errori, risulta più utile ampliare la consapevolezza sui propri bisogni, che sono all’origine delle nostre scelte/decisioni.
te lo ricordo: Il controllo,  è una sorta di autoinganno: ogni volta che abbiamo l’impressione di esercitarlo, in realtà lo abbiamo appena perso, perché la nostra ansia ha deciso per noi.

 

La sana autostima nel sano controllo della tua vita.

All’interno di queste situazioni limite, c’è chi invece riesce ad assumere l’atteggiamento ideale della sana autostima attraverso il sano controllo di sé e delle aree della propria vita.

In che modo ?

- Accettazione totale di sé: si nutre la sensazione di sentirsi accettati, con i propri limiti e difetti certi che “il meglio deve ancora venire”: nutrimento meraviglioso per a nostra autostima.
- Consapevolezza di sé: si conoscono esattamente i propri punti di forza, di debolezza e i propri obiettivi e su quelli si traccia un piano d’azione preciso e determinato.
- Auto efficacia percepita: si è convinti di poter riuscire a gestire specifiche situazioni con successo e forza,  consapevoli che siamo responsabili e possiamo controllare solo una parte dei comportamenti e delle azioni verso un certo obiettivo. Comprendere che fattori esterni alla nostra volontà possono interferire nei risaltati delle nostre decisioni, ci mette in pace rispetto ad eventuali fallimenti ( in un matrimonio non puoi controllare il tuo amato/a. Tu puoi fare la tua parte al meglio e poi augurarti che lui/lei faccia altrettanto).

 

L'autostima di Paola, stava pagando il  caro prezzo del  "faccio tutto io perché mi fido solo di me”. SOLO LASCIANDO ANDARE, HA RIPRESO IL CONTROLLO DI SE'.

L’’autostima è l’atteggiamento favorevole o sfavorevole che si ha verso se stessi.

Paola, vittima del “faccio tutto io perché mi fido solo di me”, stava perdendo di vista la cosa più importante: la gioia della condivisione, del sentirsi supportata da persone che amava e che la stavano "allontanando" per il disagio e la reale difficoltà nel confrontarsi con una persona pretenziosa e inflessibile. La sua autostima ne stava pagando un caro prezzo.

L’ipercontrollo non è  sinonimo di diligenza, senso del dovere e scrupolosità. E’ piuttosto il risultato di credenze disfunzionali che possono diventare una gabbia, causando il persistere di quell’ansia da cui ci si tenta di proteggere.

Paola ha seguito in modo determinato ogni passo del suo meraviglioso percorso di coaching. Oggi ha recuperato rapporto con la sua famiglia e in azienda la guardano tutti con maggior rispetto e il sentirsi supportata attraverso la libertà di delegare,  ha svoltato completamente le sue giornate.

 

E’ nel momento stesso in  cui credi di avere tutto sotto controllo che in realtà hai perso il controllo e nello stesso tempo fai strike con la tua autostima che viene disintegrata dai birilli colpiti dall’ansia, dalla frustrazione e della paura di fallire.

 

 

Nel prossimo articolo : rimedi per accrescere la tua autostima e per mollare l’ansia del controllo.


L'importanza del femminile rispetto al cambiamento

“LE DONNE CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO NON HANNO MAI AVUTO BISOGNO DI DIMOSTRARE NULLA SE NON LA LORO INTELLIGENZA” - (Rita Levi Montalcini) -

Sperimenta la sensazione atavica nel sentirti preziosa come un diamante, immensa come il mare e forte come un uragano.

Oggi più di prima, sei Tu Donna la prima ad accompagnare e sostenere l'uomo verso il cambiamento.
Lavoro con tantissime donne. Noto, sento e annuso il crescente desiderio e bisogno di riappropriarsi della loro essenza attraverso quel senso di appartenenza che le fa sentire uniche e importanti. C’è bisogno di sentirci protette e sollevate dal ruolo appartenente “al vecchio tempo”: un ruolo ricercato con ostinazione nella convinzione che renderci simili agli uomini ci avrebbe fissato il nostro posto nel mondo. A conti fatti, abbiamo pagato un caro prezzo e mi vien da dire che alla luce di un oggi in cui le relazioni personali e professionali sono per lo più accomodanti e insoddisfacenti, abbiamo perso la partita “alla grande”. La bellezza che madre natura ci ha riservato, resta il primo valore al quale ricorrere per recuperare il nostro ruolo e restituire all’uomo il suo ruolo accanto a noi, come madre natura ha disegnato dalla notte dei tempi. E’ il nostro femminile a riportarci a madre terra: come in lei, anche in noi si semina la vita e allo stesso modo ce ne prendiamo cura con un istinto che ci appartiene in modo atavico.

Cosa stride oggi, cosa risuona in modo stonato e fastidioso rispetto al femminile perduto ?

Si è generata una confusione di ruoli appellandosi al l'illusoria certezza che per vivere una vita libera e indipendente, che per ottenere successo e affermazione personale e professionale, fosse necessario baipassare la tua natura, dimenticandoti che il successo della tua vita è conservato e alimentato dal tuo femminile: dal tuo saper amare, dal saper essere accogliente, dalla capacità di mediare per un fine comune, dal creare squadra, dal comunicare con i sentimenti e dal capire che ascoltando il tuo intuito, riesci a vedere ancora prima di capire.
Ho seguito più di 70 donne professioniste e non che, impaurite e confuse dalla realtà sempre più frenetica e travolte da problematiche aziendali, sentivamo di mettere a rischio la loro vita personale e i risultati della loro attività. Fare impresa oggi significa considerare che l’azienda è una realtà complessa e che come la famiglia, si poggia sulle relazioni, sui ruoli, sugli ordini che è importante rispettare.

Come fare ?

Società. famiglia, azienda: in ognuna di essi, la donna occupa un ruolo fondamentale e ne uscirà vincente mantenendo il suo ruolo di donna e attingendo alla risorsa più potente: il suo femminile.

Solo in questo modo, tutti ne usciremo vincenti e l’uomo potrà recuperare il suo posto nel mondo.

Il mondo sta attraversando una fase di profondo cambiamento che va di pari passo con i mutamenti culturali e sociali del nostro tempo: nulla sarà mai come prima.
Sono sempre di più le donne che oggi decidono consapevolmente di investire su se stesse e sul proprio valore, rifuggendo una realtà che sentono distante in termini di gioia e realizzazione personale o professionale.
Attraverso il lavoro che fanno su di sé’, colgono l'opportunità di imparare come abbracciare il cambiamento riappropriandosi del loro ruolo di donna e costruire relazioni più solide e vere, più originali e svincolate dagli ormai superati stereotipi sociali.
Ha prevalso fino ad oggi la durezza ed è proprio la durezza e questo voler “dimostrare” che esisti che ha legittimato l'uomo a "rimanere fuori dal gioco" .
L'uomo ha perso la sua identità e di fronte a questo sentirsi “fuori dal gioco”, reagisce chiudendosi difensivamente in sé, evitando ogni forma di confronto o mostrando aggressività e attaccando prima di essere attaccato.

Quando il principio maschile e femminile non si incontrano e non si integrano, predomina la volontà di potere: l’uno sull’altro e sulla realtà circostante. E soprattutto non c’è riconoscimento del valore, né da parte dell’uomo verso la donna, né da parte della donna all’uomo, né della ricchezza che può derivare da un diverso modo di essere e di vedere la realtà. È necessario riscoprire il valore dell’incontro tra uomo e donna, la diversità complementare tra loro e di come la fecondità del principio femminile sia in grado di arricchire l’orientamento razionale del principio maschile: pur avendo evoluzioni differenti nella modalità di approccio all’esistenza, uomo e donna non possono fare a meno l’uno dell’altro, ai fini dell’autorealizzazione.

Come recuperare il nostro femminile ?

È necessario, riscoprire il valore dell’incontro tra uomo e donna, la diversità complementare tra loro e di come la fecondità del principio femminile sia in grado di arricchire l’uomo. Uomo e donna non possono fare a meno l’uno dell’altro, ai fini dell’autorealizzazione.

Oggi la Donna assume un ruolo determinante nel cambiamento che siamo chiamati a fare: la donna torna a casa e lavora da casa, torna ad essere madre in casa e a ritrovare un dialogo perso per mancanza di tempo. Oggi siamo chiamate a guidare i nostri uomini con dolcezza, ed è quella dolcezza che, quando è sostenuta dall’amore, è capace di miracoli. Oggi siamo chiamate all'ascolto e a fissare nuove regole che mettano in protezione le nostre figlie dai nostri stessi errori in modo tale che da garantire loro la possibilità di vivere secondo natura ricordando che in noi vive il dono e il privilegio più forte al mondo: la preservazione della Vita.
Oggi è la donna col suo femminile che è chiamata a rivedere sé stessa:e ne ha la il coraggio. Le rivoluzioni sono state sostenute dalle donne che rimanevano a casa mentre l’uomo era in guerra. Eppure senza quelle donne a casa, le guerre forse non si sarebbero vinte. Oggi è la donna che col suo sguardo e col suo cuore può fissare le regole di un nuovo gioco, un gioco in cui la nostra affermazione personale e professionale passa dal nostro essere madri della vita anche verso l’uomo che in questa condizione, recupererà la sua identità sostenendo con la sua forza e la sua razionalità , quello che noi costruiamo : quella forza e quella razionalità che sono necessarie quanto la nostra emotività.

Il cambiamento:

Il cambiamento è in corso e se ti manca il coraggio di abbracciarlo voltando pagina, la sola cosa che ti rimane da fare è giocare in solitaria rinunciando al dono più prezioso che un uomo può fare ad una donna : la sua protezione.
E allora permettigli di amarti e permettiti di sentire quanto è affascinante essere donna.
Torna al piacere di farti corteggiare, torna ad abbracciare i tuoi figli e il tuo uomo e fai lo stesso con la tua professione. Vivila come fosse il tuo più grande amore, con dolcezza e indossando il tuo miglior abito ! Torna ad accogliere l’uomo: fatti offrire la cena e sii eccitata nel guardarlo mentre vuole conquistarti: gioca con lui ! Cucina per lui, di affidarti alle sue braccia, ascoltalo orgogliosa della fiducia che nutre in te. Torna a farti bella, abbi cura di te nonostante gli anni scivolano come sabbia al vento. Torna a dirgli "ti amo” e torna ad occupare il tuo posto nel mondo .

Sperimenta la sensazione atavica nel sentirti preziosa come un diamante, immensa come il mare e forte come un uragano. Questa è la tua opportunità per mollare il peso di una vita rigida e in solitudine verso te stessa. In Te vive la Vita. Sei collegata intimamente alla natura e al ciclo lunare. Sei la rappresentazione di un potere sottile, cosmico, universale, misterioso e mutevole. Quando ami sei capace di raggiungere lo stato di estasi e lui, è colui che ti conduce verso quel portale. Non confondere il farti amare con l'essere debole. Quando coesistono rispetto e stima , la vera debolezza è castrare la tua naturale essenza.
C'è bisogno che l'uomo "torni a casa". Nella tua umanità, nella tua femminilità, nel tuo saper amare è scritto il disegno per svoltare gli equilibri di un mondo che oggi nonostante una innegabile evoluzione, rende soli entrambi i mondi, eppure... in costante ricerca di amore.

Come andare in modo nuovo verso il cambiamento forte del tuo femminile ?
Chiediti quanto hai “ascoltato” con la voglia di ascoltare, quanto hai “sentito” con il desiderio di sentire, quanto hai guardato in religioso silenzio al netto di paure e condizionamento eterni.
Ascoltare, sentire e guardare non significa sopportare in silenzio. Significa restare presente.
Chiediti in che modo hai agito per far funzionare “quella” relazione, in che modo hai deciso per guidare i tuoi collaboratori in un clima ideale al bene comune. Chiediti quanto hai fatto per costruire un dialogo amorevole e sincero, chiediti quanto sei stata risoluta ma altrettanto condiscendente, chiediti quanto sei stata dolce e paziente.

Vuoi fare ancora tutto da sola ?

Non è necessario fare tutto da sola. Abbi il coraggio di fermarti. In che modo? Ascoltati, guardati e stai presente.  Il coraggio è dentro Te e se ne senti il bisogno, impara a chiedere: impara a mollare la rigidità che ti toglie la libertà di manifestare il tuo femminile.

Nulla sarà mai come prima e nel prossimo articolo te ne parlo.

Un abbraccio e buon cambiamento !!
Gloria.