Donne e comunicazione

 

Donne e comunicazione: la magia delle parole che creano bellezza.

Comunicazione è donna: il POTERE della parola è POTENTE!

Puoi scegliere di crederci e cogliere l'occasione di sperimentare una diversa comunicazione verso te stessa e verso il mondo che abiti, oppure puoi considerarle scemenze e continuare a dirti quello che fino ad oggi ti ha allontanato dai tuoi sogni perdendo l' opportunità di rinforzare la competenza che è fondamentate per guidare in sicurezza vita privata e lavorativa: la fiducia in te stessa.

NEL LAVORO, NELLA VITA PRIVATA E NELLA RELAZIONE CHE HAI CON TE STESSA IL POTERE DELLA PAROLA E’ POTENTE.

Ti racconto una storia.

"C’era una volta...

una bambina di nome Sophia che amava cantare.
Una sera la madre tornò a casa molto stanca e con il mal di testa. Sophia era vivace, allegra e cantava gioiosa, nonostante la madre le chiedesse di far piano.
Quando non ce la fece più, la madre le urlò contro: “stai zitta! Hai una brutta voce!”.
La bambina smise di cantare, e la madre immediatamente si rese conto di quello che aveva fatto.
Non pensava che Sophie avesse una brutta voce, il contrario. Il mal di testa e la stanchezza le fecero perdere il controllo per pochissimi istanti (appena il tempo che serviva a pronunciare poche parole) ma furono istanti che segnarono l'intera vita della piccola Sophia

Furono poche parole che rimasero impresse nella mente della bambina per gli anni avvenire.

Tutte le volte in cui dovette cantare in pubblico sentì risuonare le parole urlate dalla madre che si erano radicate nella sua mente. “hai una brutta voce, hai una brutta voce”.

Ci volle un notevole sforzo per zittirle e anni di lavoro su di sé e sul proprio modo di vedersi, di percepirsi, di giudicarsi. Furono pronunciate una volta soltanto, ma bastò quell’unica volta.

Se lei fosse stata sicura di sé e avesse letto quelle parole come la manifestazione di una donna stanca e affaticata, se non avesse acconsentito, nessuna memoria sarebbe rimasta nella sua mente e nessuna cattiva convinzione avrebbe trovato terreno fertile per germogliare. Ma Sophia era troppo piccola per sentirsi sicura e pensare che la mamma non pensava quello che stava dicendo.

Quante convinzioni sono nate sull’onda di quello che ti è stato detto in età scolare, adolescenziale o giovanile?

In quel momento ti mancavano gli strumenti, le strategie mentali e le conoscenze per impedire alla tua emotività di farti coinvolgere subendo i giudizi in attesa di una disperata approvazione e/o riconoscimento.

Oggi le cose sono diverse. Molto diverse.  Imparare una comunicazione efficace che sia il trampolino verso una migliore gestione delle tue emozioni è possibile!

Mi chiedo se è giunto il momento anche per te di godere di un grande vantaggio: assumerti la responsabilità della tua felicità e capire come comunicare al tuo cuore, alla tua mente, al tuo corpo mondi migliori, mondi che possono trasformarsi in fonte di guarigione, riparazione di ferite intime, profonde e generate a volte in modo inconsapevole da chi ti era accanto.

Mi chiedo che tipo di linguaggio usi quando pensi a te, quando ti guardi allo specchio, quando ti tocchi, quando ti sfiori, quando ti pensi, quando ti annusi: semini amore nella tua vita o sei giudicante esattamente come la mamma di Sophia?

Le parole scelte ed usate correttamente possono aprire una prospettiva diversa annullando l’effetto delle convinzioni limitanti cioè pensieri profondamente radicati nella tua mente, che si ripetono continuamente a livello inconscio e che attecchiscono dentro di noi principalmente in due modi:

  1. shock emotivo, cioè situazioni o eventi che ci hanno coinvolto in modo particolare, esattamente come è successo a Sophia che ha vissuto lo shock di sentirsi dire: “stai zitta! Hai una brutta voce!”.
  2. ripetizione, cioè “ripeterti” frasi fatte in modo conscio traducendole in un’immagine che, man mano, sedimenta nel tuo subconscio diventando una tua convinzione/certezza.  Frasi tipo:
  • mi ha lasciato perché non sono bella.
  • Nessuno mi vuole perché sono vecchia.
  • Non troverò mai un lavoro perché ho già due, tre figli..gatto, cane, etc ....
  • Nessuno mi capisce.
  • Mi sento sola.
  • E’ troppo difficile per me.
  • Non posso farcela senza di lui, lei, loro.
  • Resterò senza clienti.    Etc.

La ripetizione deriva anche dalle azioni o dai fatti. Quando perseveri nel ripetere, “non sono in grado di fare questa cosa” otterrai un unico risultato: darai vita ad una catena di avvenimenti che ti impedirà di raggiungere gli obiettivi desiderati. Faciliterai la generazione di un circolo vizioso in cui la sola vittima sarai tu e in uno stato emotivo sfavorevole difficilmente potrai focalizzarti sulle migliori soluzioni.

Comunica chi sei: sali sul palcoscenico della tua vita e dai voce alla tua voce!

Salire sul palco della tua vita e dare Voce alla tua Voce in modo sicuro è arricchente per te stessa, per la tua autostima, per il tuo amor proprio e per occupare il tuo spazio in questo mondo.

 

L'appuntamento con te stessa. Ci hai mai pensato?

Comunicazione è imparare come valorizzare te stessa: fissa un appuntamento in cui ti fai bella non per piacere ad altri ma per piacere a te, per crescere, per elevarti come donna, come professionista e come essere umano.

L'appuntamento in qualsiasi percorso o corso targato Micaf, non è con me ma con te stessa: nessuno in quel tempo è legittimato a disturbarti, a condizionarti, a giudicarti.  E' il tuo tempo, è privato, esclusivo, protetto e valorizzato. Impara il valore della tua comunicazione, canta sicura la colonna sonora della tua vita sul tuo palcoscenico e sperimenta la libertà emotiva dando spazio alla bellezza che abita dentro di te.

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Le ferite delle parole, sia che siano rivolte e persone esterne, sia che siano destinate a te, sono silenziose, impercettibili a volte e invisibili all'occhio umano ma sono lame silenziose che tagliano la corteccia della tua personalità rendendoti fragile e debole.

Le Donne e la comunicazione: il fantasma del proprio dialogo interiore!

Cos’è il dialogo interiore? Si tratta di quella vocina nella mente con cui intratteniamo delle conversazioni e a cui molto spesso diamo fin troppo spazio. Finisce per occupare il centro della scena con i suoi immensi monologhi fatti di parole crudeli nei tuoi confronti, che limitano le tue convinzioni e influenzano la percezione che hai di te.

Quante volte ti sei detta: 

  • “Non ne faccio una giusta.”
  • “È sempre colpa mia.”
  • “Tutti mi criticano.”

Sono tutte espressioni forti, dal notevole impatto, che pian piano ti logorano all’interno e contribuiscono a costruire attorno a te una prigione. Finisci per identificarti con queste parole e rimani bloccata, senza via d’uscita.

La scelta delle parole, allora, è importante: ciò che dici a te stessa condiziona la percezione di quello che puoi realizzare, limita o incoraggia i tuoi sogni, le tue relazioni e i tuoi obiettivi. Sai selezionare le parole giuste?

“Quanto più rimugini un pensiero negativo, tanto più esso viene rafforzato. Se lo ignori, lo farai morire di fame.” - Swami Satchidananda

 

    "A qualsiasi età puoi scegliere di lasciare andare situazioni personali o professionali che ti mettono in ombra o ti stanno strette. Devi solo capire COME fare." - Gloria Chiarini, mental coach per donne.

 


Paura di non piacere e di non sentirti all'altezza

La paura di non piacere e di non sentirti all'altezza tocca la vita di tantissime donne  in diversi ambiti.  Sentirti riconosciuta e apprezzata è un bisogno che appartiene all'essere umano e non solo: anche il tuo cagnolino o il tuo gatto manifestano proprio il bisogno di attenzione e di amore.

Viviamo in relazione con gli altri quotidianamente: fare una buona impressione, sentirsi  valorizzate e gratificate fa bene a tutte noi, nessuna esclusa. La paura di non piacere e di essere all’altezza attraversa la vita di ogni donna finché arriva il momento in cui decidi di cambiare e sperimentare finalmente la gioia di un'esistenza libera da aspettative o da sensi di colpa.

Per alcune donne l'opinione degli altri assume un'importanza decisamente maggiore rispetto a quella che dovrebbe avere e nei casi più estremi genera sentimenti di ansia e insicurezza. In genere quando si è  eccessivamente spaventate dalla critica la tendenza è quella di percepire gli altri come persone giudicanti e sempre pronti a puntare il dito.  La verità, però, è che almeno nella maggior parte dei casi, chi teme di essere giudicata in modo negativo è in realtà la prima a giudicarsi in modo molto critico . Il timore del giudizio è infatti particolarmente vivo in quelle donne che hanno bassa autostima, che si percepiscono cioè come inadeguate, meno capaci di altri o comunque per qualche motivo sbagliate. 

Tanto più infatti senti di essere inadeguata, tanto più darai importanza al giudizio negativo degli altri. 

Coloro che non si sentono all’altezza di fatto non lo sono realmente, ma ne sono talmente convinte da mettere in atto, in modo più o meno consapevole, una serie di comportamenti di evitamento per sfuggire al giudizio altrui.

  1. Cominciano ad evitare tutte quelle situazioni in cui ritengono di non essere all'altezza e in cui sono sicure di fare una pessima figura. 
  2. Altre fronteggiano il loro senso di inadeguatezza sviluppando dei rigidi criteri perfezionisti che si impegnano a rispettare nel tentativo di eccellere in almeno qualche ambito della propria vita.  Può accadere che per queste donne diventi difficile rinunciare al proprio perfezionismo, nonostante magari proprio a causa di questi rigidi criteri, vivano sotto pressione o trascurino altri ambiti importanti della propria vita.
  3. Altre ancora cercano di superare il loro senso di inadeguatezza sviluppando un atteggiamento di continua squalifica nei confronti delle persone con cui vivono o lavorano.  L'obiettivo è quello di nascondere il proprio senso di inadeguatezza facendo sentire inadeguate altre persone.

A quale categoria senti di appartenere?

Riconoscere da dove partire è il miglior modo per intraprendere un  processo di cambiamento efficace!

Nella vita di tutte noi si presentano momenti di difficoltà, insuccessi e perdite. Di fronte a queste situazioni puoi appartenere ad una specifica categoria:

  • coloro che soccombono, che perdono entusiasmo e motivazione;
  • coloro che si rialzano e riprendono a camminare con determinazione e coraggio.

Entrambi hanno paura di non piacere e di non sentirsi all'altezza, ma difronte a tale paura reagiscono in modo differente. La paura di non farcela esiste per insegnarci come agire meglio e non per bloccarci. Se vivi la paura come un freno, essa rappresenta una vera e propria trappola della tua mente e ti impedirà di vivere la magnificenza della tua vita.

Se invece la vivi come un’occasione per migliorarti e valorizzare la tua identità troverai la combinazione vincente per uscire dalla trappola e guardare il mondo e le sfide da una prospettiva completamente diversa.

A quale categorie scegli di appartenere?

Chi percepisce la paura di non essere all'altezza fa di tutto per sfuggire a questa sensazione: diventa imperativo evitare la critica, evitare il giudizio e molto spesso evitare anche il rifiuto: in molti casi, dietro alla paura del giudizio si nasconde  la paura di essere rifiutate qualora non si riesca a riflettere all'esterno una certa immagine di sé stessa.

Paura di non piacere e di non sentirti all'altezza, fiducia in te stessa, autostima, micaf, gloria chiarini
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Il problema, però, è che così facendo rischiamo di "perderci": concentrate nell'ottenere il riconoscimento e l'approvazione da parte degli altri ci si dimentica di quelli che sono i propri reali bisogni e desideri. 

Paura di non piacere e di non sentirti all'altezza: ma davvero?

Lo vedo ogni giorno nelle sessioni di coaching: stiamo assistendo ad una vera e propria epidemia di insicurezza in cui  donne capaci e che hanno tutta una serie di conferme nella loro vita, di fatto vivono una serie di paure:

  • la paura di esporsi e quindi la paura di poter essere giudicate dagli altri, 
  • la paura del rifiuto,
  • la paura dell'impopolarità e delle aspettative: se faccio quello che mi fa stare bene magari poi non sono capita, magari non mi sostengono, magari non mi aiutano e magari poi vengo lasciata sola o non considerata;
  • fino ad arrivare alla paura, dell'inadeguatezza che  è la più subdola perché se le prime paure fanno in qualche modo riferimento alla percezione che arriva  dall'esterno rispetto al giudizio espresso dagli altri e che potrebbe farci sentire sbagliate, nella paura dell'inadeguatezza il giudice è interno, è nostro ed è il peggior nemico di noi stesse.

Quindi in questo caso sentiamo  dall'interno quella voce che continua a dirci che non facciamo abbastanza, che non siamo abbastanza, fino ad arrivare a dirci che non ce la faremo senza il consenso e la benevolenza altrui.

Paura di non piacere, di non sentirti all'altezza e autostima.

Il timore del giudizio è particolarmente vivace in quelle donne che hanno bassa autostima.

L'autostima non si eredita per diritto di nascita né per dono divino. 

L'autostima va costruita: non possiamo nascere già sicure di essere all'altezza di quello che la vita ci proporrà perché se così fosse saremmo geniali!

Come possiamo a priori essere sicure che saremo in grado di studiare, di avere una famiglia, di laurearci, di lavorare e di fare qualunque cosa come camminare o andare in  bicicletta?

L'autostima ce la costruiamo affrontando gradatamente tutte le prove che la vita ci propone, ma senza cadere  e ponendoci obiettivi fattibili e motivanti!

Quindi l'idea è innanzitutto quella di concederci una costruzione graduale di prove in cui aprirci alla possibilità di cadere per poi imparare  a rialzarsi!

Paura di non piacere, di non sentirti mai abbastanza e fiducia.

La paura di non farcela o di non essere abbastanza è facilitata dalla mancanza di  fiducia in se stesse. Quando questi momenti di inadeguatezza si verificano, potresti sentire la voglia di arrenderti e di affogare nel tuo stesso senso di colpa. Nella vita possono accadere molte cose e spesso basta un episodio negativo per condizionare la visione del tuo futuro e farti percepire come inadeguata svalutando il tuo potenziale.

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Come superare la paura di non piacere e di non sentirti all’altezza?

Inizia a costruire la miglior immagine di te stessa: alimenta la fiducia in te e rinforza la tua autostima.

Il senso di inadeguatezza e la paura di non essere all’altezza è un sentimento che si vive in diverse circostanze della propria vita:  per esempio quando ci troviamo ad entrare in una qualche nuova realtà, un nuovo posto di lavoro, un gruppo di amici, una decisione diversa o un avvenimento improvviso. Sono condizioni nuove, particolari nelle quali ci sentiamo inadeguate, perché chiaramente non abbiamo ancora tutte quelle conoscenze, tutte quelle competenze e capacità necessarie per poter stare bene in quei particolari contesti.

Ci manca l'esperienza!

Hai mai pensato che la sensazione di non sentirti capace nasce più da una tua percezione interiore piuttosto che da situazioni esterne che potresti governare anziché esserne vittima se tu avessi maggiore autostima e più fiducia in te stessa?

Spesso incolpiamo gli altri delle nostre frustrazioni ma se fossimo noi per prime le artefici di quello che viviamo e delle sensazioni che ci tolgono sicurezza, importanza e unicità?

E se tu potessi creare un TUO MONDO INTERIORE dal quale trovare forza, sicurezza e gioia?

Scrivimi e scopri come! 

Ecco alcuni tra i tantissimi esercizi pratici con cui lavoro nelle sessioni di coaching quando ci sono donne che vogliono vincere queste paure e quindi con determinazione iniziano il proprio percorso trasformativo al fine di valorizzare sé stesse e quello che per ognuna di loro è veramente importante.

1 – Parti dalle cause!

Preso atto di quelli che possono essere i miei limiti e le mie difficoltà l’unica cosa che puoi  fare è iniziare a lavorarci su, iniziare a migliorarti, iniziare un percorso che ti aiuti a raggiungere un ottimo livello di adeguatezza nello specifico contesto in cui ti senti insicura.

Puoi decidere di abbandonare quel contesto perché magari non è adatto e non è così importante, oppure se ci tieni o se devi starci, puoi decidere di apprendere tutte quelle competenze pratiche ed emotive che ti servono per sentirti sicura, adeguata e capace.

Per competenze intendo sia professionali che emotive!

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IL PASSATO E’ PASSATO!

Il senso di inadeguatezza, come altre sensazioni che possiamo sperimentare nella vita, ha origine da esperienze pregresse che viviamo fin da bambine in cui si consolida l'immagine di se come inadeguate, ma quelle esperienze che puoi aver vissuto erano esperienze nelle quali chiaramente non avevi potere. 

Non potevi decidere di vivere quello anziché altro: eri troppo piccola in quei contesti.

Un'esperienza di inadeguatezza reiterata nel tempo può creare in sé stesse un'immagine che magari pesa convincendoci di non essere abbastanza o di non essere adeguate. In realtà è solamente un apprendimento fatto da bambina:

oggi sei adulta, sei una persona cresciuta, hai molto più potere, anche semplicemente nel decidere in quali ambiti, in quale relazioni, quali situazioni vivere la mia vita e quindi scegliere se starci oppure no.

ESERCIZIO Ripensando al tuo passato quale può essere stata l'esperienza che ha consolidato in voi l’immagine di inadeguatezza!? 

Il primo passo da fare è ricercare la radice del problema:  ti senti così perché ti basi su fatti reali e concreti oppure perché pensi che gli altri possano farti sentire inadeguata?

Spesso basta mettersi a tavolino con noi stesse ed essere davvero oneste: 

non può esserci nessuno che ci dica che non siamo abbastanza brave tranne le nostre convinzioni limitanti.

2 – Modifica le tue credenze e ricorda i tuoi successi!

Per lavorare sulla tua autostima, è fondamentale festeggiare ogni tuo piccolo traguardo, ogni passo in avanti che fai ti avvicina al raggiungimento del tuo obiettivo: ricorda tutti i tuoi successi e celebrali sempre, magari concedendoti un regalo o uno sfizio.

Un modo per tenere sempre sotto controllo i tuoi successi è quello di creare un vero e proprio elenco da guardare ogni volta che ti senti stanca o demotivata. 

Ritrovare la fiducia è un passo fondamentale per pensare e agire in modo vantaggioso: modica le tue credenze!

  • Cosa pensi di te stessa!? 
  • Quali sono le convinzioni che alimentano la tua mente?

Pensare positivo e modificare le tue credenze è fondamentale per abbattere la paura di non piacere e di non sentirti all'altezza. Anche se non sei così sicura di te stessa, credi in te stessa e vivi ogni giorno come se tu fossi la donna che vuoi diventare:

la fiducia può essere falsificata, o meglio, può essere appresa, praticata e costruita. 

Più ti allenerai nella costruzione della fiducia in te stessa, più giovamento ne trarrai sul lungo termine.

COSA PENSI DI TE? SCRIVI LE TUE CONVINZIONI!

ESERCIZIO Prendi un bel quaderno e alla sera, prima di andare a letto, scrivi almeno tre momenti, tre situazioni, tre eventi in cui tu ti sei piaciuta, in cui ti sei sentita adeguata. Decidi tu ogni giorno con costanza almeno tre momenti, tre caratteristiche nelle quali ti sei piaciuta, scrivile e al mattino dopo rileggi questi tre punti.  Ogni giorno falla diventare un'abitudine. Questo allenamento è importante perché consolida nella tua memoria una diversa immagine di te stessa.

3 - Cura il tuo ambiente.

Proprio perché il senso di inadeguatezza, come quello di adeguatezza, si consolida all’interno della relazione, il suggerimento è quello di lavorare sulle relazioni della tua vita

Stai e vivi relazioni che che ti appagano, che ti danno valore, che ti piacciono, che stimi e ancora meglio, persone con le quali tu ti piaci nello stare con loro?

Limita, se puoi, relazioni che ti destabilizzano, che ti mettono in crisi e che ti tolgono entusiasmo. Le relazioni sono molto importanti: fortificano o disintegrano l’ immagine di noi stesse. Se riesci a stare in relazioni in cui ti senti adeguata, appagata e gratificata saprai costruire un'immagine di te stessa che diventerà la tua migliore alleata.

CHE TIPO DI RELAZIONI VIVI?

CREA IL TUO MIGLIOR MONDO INTERIORE!

 

Hai mai pensato che la sensazione di non piacere e di non sentirti abbastanza capace nasce più da una tua percezione interiore piuttosto che da situazioni esterne che potresti governare se tu avessi maggiore autostima e più fiducia in te stessa anziché esserne vittima?

Spesso incolpiamo gli altri delle nostre frustrazioni ma se fossimo noi per prime le artefici di quello che viviamo e delle sensazioni che ci tolgono sicurezza, importanza e unicità?

E se tu potessi creare un TUO MONDO INTERIORE dal quale trovare forza, sicurezza e gioia?

Scrivimi e scopri come!

Gloria, cell. 3282560986

https://chiarinigloria.it/masterclass/

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Felicità e paura di non essere abbastanza

 

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Felicità e paura di non essere abbastanza: una nota che risuona le corde di tantissime donne.

  • Sei felice?
  • Ti senti capace, non ti senti abbastanza oppure sei pronta per vivere una vita felice?  
  • Quante volte hai avuto la sensazione di sentirti bloccata e ti sei chiesta come facessero altre persone a vivere una vita piena, ricca e bella?

Il tema del non sentirsi abbastanza, del non sentirsi capaci e adeguate nel realizzare quello che per ogni donna è importante è spesso il tema centrale che caratterizza le sessioni di coaching con donne professioniste che vittime della paura di fallire o condizionate da quello che possono dire parenti, mariti, amici e colleghi, rinunciano al sogno della propria vita.

La felicità implica la capacità di superare il senso di inadeguatezza e di non sentirti abbastanza. 

Nella vita accade di attraversare esperienze in cui ci si può sentire inadeguate e poco adatte nel ricoprire un determinato ruolo o nello svolgere un compito predefinito. La paura di non farcela o di non essere abbastanza brave può avere diverse cause: il comune denominatore è la mancanza o la scarsa fiducia in se stesse. Quando ti senti inadeguata potresti sentire la voglia di arrenderti o di crogiolarti nel tuo stesso senso di colpa.

Di certo questo tipo di atteggiamento ti allontana dalla possibile soluzione!

Felicità e paura di non essere abbastanza: come vincerla?

Nella vita possono accadere molte cose e spesso un singolo episodio negativo basta per annebbiare e condizionare la propria visione del futuro. 

Come fare per liberarti da questi sentimenti limitanti? 

Lavora sulla fiducia in te stessa: è il primo semino per far fiorire la tua felicità e avviare un processo di motivazione solido e ben chiaro.

1 - Inizia dalle cause.

Capire da dove nasce il senso di inadeguatezza  o la sensazione di non sentirti abbastanza è fondamentale per trovare soluzioni efficaci a risolvere il problema.

Fermati, analizza la situazione e domina lo stato d’animo: sei convinta di non essere capace perché ti basi su fatti reali e concreti oppure pensi e hai paura che “gli altri” possano farti sentire inadeguata? Mettiti a tavolino con te stessa e in modo onesto assumiti la responsabilità dei tuoi pensieri:  nessuno può dirti che non sei abbastanza brava tranne le tue convinzioni, il tuo atteggiamento e la percezione che hai di te stessa.

Scrivi le tue convinzioni!

2 – Lavora sulle tue credenze.

E’ chiaro che quello che pensiamo di noi ha il potere di cambiare il nostro stato d’animo e il nostro approccio rispetto a quello che accade nella nostra vita.

Imparare ad avere un atteggiamento positivo e a modificare le proprie credenze è fondamentale per vincere la paura di non farcela. Anche se sei poco sicura di te stessa, allenati un poco alla volta a fare cose che ti danno sicurezza: può essere cucinare un ottimo dolce piuttosto che fare attività sportiva in modo costante o esprimere in modo libero  la tua opinione in mezzo ad un gruppo di persone. La fiducia va allenata,  appresa, praticata e costruita. Più ti allenerai  nella costruzione della fiducia in te stessa maggiori vantaggi godrai nel lungo termine1 

Scrivi cosa pensi di te! 

3 – Rinforza i tuoi risultati.

Spesso può bastare un momento sfavorevole per mettere in discussione tutto quello che abbiamo costruito. Come uscire da questo circolo vizioso?

  • Ricorda chi sei e i risultati ottenuti! 
  • Fissa nei tuoi ricordi i successi passati per rinforzare la consapevolezza che se ce l'hai fatta una volta, hai le abilità per rivivere belle esperienze!
  • Ricorda quelle belle sensazioni e immagina come la tua mente ti aiuterà a trovare il coraggio per affrontare qualunque ostacolo.

Fai un elenco dei tuoi successi.

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4 – Dai importanza alla tua immagine (e alle parole).

L’immagine che trasmetti all’esterno dice molto di te. Il linguaggio verbale e, soprattutto, quello non verbale, ti permettono di farti percepire  agli altri in un certo modo ma soprattutto di percepirti tu stessa  in un certo modo. Il punto da cui partire è l'attenzione verso quello che diciamo, quello che facciamo, come lo facciamo e come lo diciamo. È importante prestare massima attenzione alle parole con cui ci esprimiamo. La felicità e la paura di non essere abbastanza hanno bisogno di parole incoraggianti, di pensieri costruttivi e di azioni concrete che portino a risultati tangibili!

Le parole hanno un impatto importante sia quando comunichi con le altre persone, sia nei confronti di te stessa. 

Nelle sessioni di coaching con tutte le donne e le professioniste con cui lavoro, il primo passo da cui parto è proprio quello di attenzionare la massima cura alla  linguistica che solitamente utilizzano. Ci sono “parole” che sono TASSATIVAMENTE da evitare: sono termini ed espressioni che generano sensazioni di sfiducia, di demotivazione, di tristezza o delusione anche verso te stessa e verso quello che vorresti realizzare.

*Esempio:

Dire: “non ce la farò mai”, oppure “nessuno mi capisce” è nettamente diverso dal dire “voglio farcela perché ho tutte le carte in regola e quello che ora mi manca lo posso imparare, scoprire, conoscere" oppure: “Quali sono le persone che ad oggi mi hanno dimostrato affetto e amore?”

Spostare l'attenzione anche a livello linguistico da quello che ora non va come vuoi o che ora ti manca a quello che invece ti fa sentire bene e che di fatto hai nella tua vita, genera belle emozioni e visioni opposte.

Sei d'accordo?

La linguistica e le parole condizionano la propria mente e le immagini che essa proietta. La felicità e la paura di non essere abbastanza sono condizionate in modo potente da quello che vedi, da ciò che ti dici, da quello che pensi e da quello che senti!

Le immagini a loro volta generano sentimenti ed emozioni. A seconda delle immagini che crei attivi due stati che ti portano in direzioni diverse: entri in uno stato/circolo virtuoso all'interno del quale ottieni ottimi risultati proprio perché attingi alle tue migliori risorse oppure, in preda a pensieri e immagini negative, crei un circolo vizioso all'interno del quale scarsamente riuscirai ad ottenere risultati eccellenti.

Ecco perché il lavoro sulla linguistica, sui pensieri e sulle espressioni che abitualmente utilizzano tutte le mie clienti è di fondamentale importanza in  un percorso di crescita personale: quello che pensi diventa quello che crei. 

La difficoltà protagonista all’inizio è quella di allenarsi a sostituire vecchie abitudini, vecchie parole e atteggiamenti con parole diverse, azioni diverse e atteggiamenti più utili alla tua felicità

Grazie al METODO CHE HO FONDATO E CHE SI BASA SULLA SCRITTURA, il processo di cambiamento diventa molto più facile di quello che puoi immaginare!

La prima cosa da fare è credere davvero nelle tue parole quando le comunichi ad altre persone. Non evitare di parlare o di dire la tua perché hai paura di sbagliare o di non essere all’altezza della situazione. Indossa abiti che ti fanno sentire sicura di te e cura la tua fisiologia: spalle diritte, un bel sorriso e testa alta! TU SEI PERFETTA COME SEI!

Ascolta, senti e percepisci parole che ti fanno bene.

 

5 – Divertiti a Metterti in gioco.

La paura di non essere all’altezza può essere superata facendo la cosa che temi di più. Spesso, per paura, tendiamo ad evitare o rimandare tutte quelle cose che sentiamo lontane da noi, che ci fanno tremare il cuore e percepire un eventuale fallimento.

Il modo migliore per vincere la paura di non essere abbastanza è quello di esporti e agire verso l’attività temuta. L’esposizione, anche graduale, a qualcosa di nuovo o sconosciuto aiuta ad alleviare ansie e preoccupazioni facendo perdere intensità al senso di  inadeguatezza. Anche se hai paura che fare una determinata cosa porti dei  risultati che non sono all’altezza, falla comunque: ti accorgerai che tutto ciò che ti sembrava difficile è in realtà perfettamente alla tua portata. Un successo di questo tipo aiuterà la tua autostima e ti darà una spinta in più per credere nelle tue potenzialità.

Fai una prima cosa che ti mette disagio ma che sai essere importante per la tua felicità: prendi un impegno con te stessa! Allenati a scegliere.

6 – Ricorda tutti i tuoi successi.

Supera la paura di non essere abbastanza ricordando chi sei e quello che hai fatto di buono! Per lavorare sulla tua autostima e vivere una vita felice, è fondamentale festeggiare ogni tuo piccolo traguardo. Ogni passo in avanti che fai ti avvicina al raggiungimento del tuo obiettivo: tieni nota dei tuoi successi e celebrali sempre, magari concedendoti un regalo. Io di solito festeggio facendo shopping con mia figlia: piccoli momenti che ti ricordano quanto sei capace  e in gamba! Un modo per tenere sempre sotto controllo i tuoi successi è quello di creare un vero e proprio elenco da guardare ogni volta che ti senti stanca o demotivata. 

Ritrovare la fiducia è un passo fondamentale per pensare e agire in modo positivo.

Scrivi le tue vittorie!

7 – Crea un metodo di apprendimento utile per te.

La paura di non essere all’altezza può manifestarsi quando ti rendi conto che qualcuno riesce ad apprendere in modo più veloce oppure noti come  ottiene migliori risultati  Sentirti sconfitta è facile quando ti senti diversa da qualcun altro, ma il punto è che ognuno apprende in modo diverso, con tempi diversi e metodi propri!

Imitare il metodo di apprendimento o di lavoro di qualcun altro sperando di raggiungere gli stessi risultati non è una scelta saggia e potrebbe condizionare l'opinione che hai di te stessa mettendo in ombra il tuo reale potenziale. 

Trova il tuo stile personale: l'obiettivo è quello di sentirti sicura e perseguire una direzione che sia Tua!

Quando stai imparando una nuova abilità o stai pianificando un nuovo progetto disegna il tuo metodo di apprendimento e vivilo: l’esperienza è ciò che serve per capire qual è il modo più adatto a te. 

Scopri cosa ti serve veramente per essere brava in qualcosa, fissa  degli obiettivi e agisci in modo concreto... e se senti di aver bisogno di un aiuto, chiedi!

Fai esperienza! La felicità e la paura di non essere abbastanza hanno bisogno di allenamento!

 

 

8 – Sii costante: la felicità e la paura d non essere abbastanza hanno bisogno di attenzione e cura.

La chiave del successo sta nella costanza.

La mia personale esperienza, motivata e costante.

Molto spesso le mie clienti mi chiedono come faccio e come ho fatto a valorizzare una professione che oggi è il motivo della mia vita e che mi dà gioia, soddisfazione, felicità ed entusiasmo ripagandomi per l'impegno e la dedizione che in questi anni ho investito. Sicuramente sono state le competenze, lo studio, la mia stessa crescita, la passione e l'alta motivazione.

Tutto questo, però, sarebbe stato scarsamente efficace se l'avessi fatto per un mese, per due mesi, per un anno, anziché “essere nella mia professione”   ogni giorno per più di 10 anni. 

Quindi ad oggi, ti dico che  tutto quello sopra descritto è fortemente validato, motivato e sostenuto da una costanza che rispecchia esattamente chi sei, cosa fai, perché lo fai e come lo fai.

La fiducia e la tua felicità possono essere allenate attraverso la pratica: più ti eserciti ad essere sicura di te, più lo diventerai. 

Fai ogni giorno un passo in più in avanti e stupisciti nel raggiungere quei piccoli risultati che sommati uno dopo l'altro ti porteranno verso grandi risultati.

La felicità come la fiducia in te stessa falle diventare la tua prima motivazione! Vinci la paura di non essere abbastanza e vivi sicura valorizzando la donna che abita dentro di Te!

https://chiarinigloria.it/felicita/

Allenati!

E se vuoi scoprire come posso aiutarti scrivimi! Gloria Chiarini, mental coach per donne Cell. 3282560986

 

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Mamme, donne e uomini.

 

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Per la prima volta mi trovo a scrivere degli uomini all'interno di un articolo il cui focus resta la valorizzazione del genere femminile. 

Mamme, donne e uomini.

Ho scelto con sicurezza, determinazione e passione di dedicarmi alle donne, non perché ritengo che la donna sia superiore all’uomo e non perché sottovaluto l'importanza dell'uomo, ma anzi, credo che la donna sia la chiave del cambiamento e sono certa che grazie al  lavoro che può fare su si sé potrà ispirare e guidare anche quell’ energia maschile che è complementare all'energia femminile e che insieme creano la vita stessa.

Essere donne, mamme e lavoratrici è un'impresa nell'impresa e avere al fianco uomini illuminati diventa esaltante e motivante per tutte noi!

Sicuramente nell'ambito lavorativo si intrecciano  in modo importante la vita familiare e personale. Gli impegni nel gestire una propria attività, la difficoltà nel restare in aziende le cui realtà sono vecchie e superate, piuttosto che il dover coordinare le attività quotidiane di una casa e di una famiglia, convincono spesso la donna a rinunciare ai propri sogni e ai propri desideri, complici la mancanza di tempo e un retaggio culturale educativo ancora intimamente  ancorato nella vita e nell'anima della donna.

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Quello che noto nelle sessioni di coaching con donne e  professioniste che si rivolgono a me per capire come superare paure, ansie, limiti, convinzioni e per avere un metodo efficace al rinforzare la fiducia in sé stesse è che uno dei il blocchi più imponenti è l'assenza di un uomo che le sappia sostenere, incoraggiare  e riconoscerne il valore perdendo così egli stesso l'opportunità di ricevere quell'amore che tanto teme di perdere all’idea che la propria compagna realizzi il sogno della propria vita. L'elemento che può destabilizzare un uomo è vedere che la propria donna cambia col trascorrere del tempo dimenticandosi che il cambiamento è parte integrante della vita stessa di un essere umano. 

Restare “tali e quali” equivale a cessare di vivere precludendosi la grande opportunità di guardare, di imparare, di conoscere, di crescere e di diventare migliori:  dovrebbe essere lo scopo della vita di ognuno di noi, ma in realtà il cambiamento della propria compagna fa paura forse ancora di più del proprio cambiamento. Viene percepito in modo distruttivo: genera insicurezza, confusione, dubbi,  “film mentali” inesistenti. E’ l'inizio di una fine preannunciata. Io stessa l’ho vissuta in prima persona quando decisi di realizzarmi professionalmente all’età di 44 anni.

Nulla di quello che scrivo è letto sui libri ma è parte del mio vissuto e delle storie di tante mie clienti.

Una donna felice è una donna migliore, una moglie migliore, una mamma migliore e una compagna che resterà accanto al proprio uomo per il resto della propria  vita con infinita gratitudine, gentilezza,  amorevolezza e stima nei confronti di un uomo che ha saputo amarla e valorizzarla al di là di quello che riteneva giusto e oltre le proprie convinzioni.

La versatilità e la capacità di organizzare le nostre giornate quando ci sentiamo appagate ha dell'immaginabile!

Una donna felice,

  • è una donna che si sveglia ogni mattina con entusiasmo,  
  • è una donna che sorride, 
  • è una donna che racconta la propria vita al mondo, 
  • è una è una donna che ispira i propri figli, 
  • è una donna che sostiene il proprio compagno, 
  • è donna fedele e grata. 
  • E’ una donna forte e coraggiosa capace di guidare, di ascoltare e di comprendere con pazienza.

Una donna realizzata professionalmente è una donna che risuona nella gioia ed è contagiosa in ogni ambiente. 

Una donna che si sente realizzata, è  capace di magie nella propria quotidianità: dedica spazio e tempo al proprio uomo e educa alla libertà individuale.

 Tutto questo diventa possibile grazie allo stato emotivo che risuona nel proprio cuore e alla sensazione che nutre la propria anima: la sensazione di essere vista, capita, riconosciuta e valorizzata per quello che è e non per quello che fa. 

L'idea più frequente e più comune è che si possa essere o una donna in carriera o una buona madre  e che le due cose non possano essere affiancate.

Invece alcuni studi hanno dimostrato che le madri lavoratrici sono più intuitive nel prendere di petto le situazioni di difficoltà e questo proprio grazie alla loro predisposizione in quanto madri. 

 

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Diventare madri è un privilegio, un mistero e allo stesso tempo è una magia. Mettere al mondo un figlio è un'esperienza unica e potente. Quando gli occhi di una madre incontrano gli occhi del proprio figlio appena nato, il mondo si racchiude in quello sguardo e nulla sarà più importante. Ma questo non significa che parallelamente una donna non possa realizzarsi professionalmente e possa dedicarsi come faceva prima, se non meglio, alla propria attività e al proprio uomo, il quale, dovrà egli stesso capire che nulla sarà come prima ma molto meglio!

Egoismo ed egocentrismo non sposano la buona riuscita di una famiglia.

Il tempo sarà distribuito in modo diverso: una piccola vita dipende dalla coppia genitoriale e la stessa felicità di mamma e papà contribuisce alla felicità  di quel bimbo o bimba.

Eppure molte donne si trovano a fronteggiare pregiudizi  e convenzioni vecchie e limitanti. 

Sono quelle stesse convinzioni che tolgono alla collettività la possibilità di vivere in un mondo migliore in cui la libertà di esprimere se stessi vince l'egoismo di definire cos'è giusto e cosa non lo è  per la vita altrui.

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Le mamme lavoratrici si ritrovano a dover gestire le emergenze familiari. Questo perché nella maggior parte dei casi gli uomini ritengono che “certe mansioni” come ad esempio il cambio del pannolino la notte, le riunione scolastiche, le lavatrici di casa, il pranzo o la cena da organizzare piuttosto che la visita dal pediatra siano compiti esclusivamente femminili. 

Sia chiaro: laddove è possibile condividere la gioia nel mantenere i ruoli tradizionali è bello ma mi chiedo..

  • potrebbero unirsi ruoli tradizionali ai ruoli più attuali in cui anche la donna possa sentirsi sostenuta e insieme vincere nella comunicazione e nella crescita dei propri figli?

E ancora, laddove è la donna che agisce, è possibile avere accanto un uomo che semplicemente le chieda: “hai bisogno di aiuto? “ o le dica: “sei davvero in gamba. Ti amo.”

E invece no. Nella maggior parte dei casi l’uomo è pieno di aspettative legate ad una tradizione che confina la donna senza darle lo spazio per occupare  il proprio posto sul palcoscenico della vita. Quel palcoscenico i cui spettacoli sono straordinari proprio per la partecipazione di più parti. 

 

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 Ma come sarebbe stato se….

  • ci fosse stato più rispetto e se il proprio compagno valorizzasse la propria compagna come egli stesso vorrebbe sentirsi valorizzato?

"Ama il prossimo tuo come te stesso” recitava un  vecchio "saggio."

E come sarebbe….

  • se la donna sentisse importanti le proprie idee e le proprie opinioni anziché sentirsi giudicata o sminuita? 
  • Se si sentisse amata incondizionatamente? Quando poni delle condizioni alla tua donna, limiti l’amore stesso.  
  • Se tu ti fermassi un po' più spesso ad ascoltarla in modo attivo, facendole delle domande per creare una conversazione propositiva e costruttiva anziché giudicante? 
  • Se tu la considerassi “meno scontata”, meno ovvia? 
  • Se tu la apprezzassi ogni giorno nelle più piccole cose anziché 

“abituarti alle piccole cose”?

Lei è la madre dei tuoi figli, ti ha scelto, ti ha voluto, l'hai scelta, l'hai voluta.

Ma è innanzitutto un  essere umano. 

Le persone cambiano. 

Le situazioni cambiano, la vita stessa cambia. Adattarsi al cambiamento pare essere il modo più intelligente che unisce persone intelligenti nel vivere la meravigliosa esperienza chiamata Vita. Ancor di più quando si è genitori.

Tocca a noi donne chiederci come poter contribuire a costruire quel pezzettino di mondo in cui i nostri figli possono manifestare i propri talenti   in modo sicuro e autentico. 

Tocca a noi donne prendere decisioni importanti e talvolta scegliere una strada piuttosto che un'altra anziché restare confinate in ambienti e situazioni che fanno vivere una vita diversa da quella che si vorrebbe.

Toccano ad ognuna di noi vivere al meglio il proprio ruolo insieme al dono della maternità. 

Essere madre non significa solo cambiare pannolini, scaldare biberon o litigare con gli omogeneizzati. Quello è solo l’inizio.

Essere madre significa cambiare la propria vita, il proprio tempo e il proprio modo di pensare per i propri figli.

 

Felice festa della mamma.

8 Maggio 2022

Gloria Chiarini, mamma e mental coach per donne.  Cell. 3282560986

https://youtu.be/DYFXFpFLLb8

 

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Auguri a tutte le donne e a tutte le mamme

Auguri a tutte le donne e a tutte le mamme.

Donne e Madri che insieme creano.

Essere donne felici e sentirsi realizzate significa essere mamme felici e far vivere la propria maternità in ogni dove e in ogni sua forma.
Essere donne felici e sentirsi realizzate significa essere mamme felici e far vivere la propria maternità in ogni dove e in ogni sua forma.
Nel video parlano alcune delle donne che hanno scelto di regalarsi i percorsi dell'accademia Micaf   https://www.facebook.com/groups
Sono loro le vere protagoniste e testimoniano come la condivisione resta uno strumento potente di sorellanza e di crescita personale!

 

Auguri dallo staff Micaf! Gloria, mental coach per donne.  Cell. 3282560986
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Paura di vendere, di fallire o di non essere capace?

PAURA DI VENDERE O DI FALLIRE?

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  • Paura di vendere o di fallire?
  • Sei una libera professionista, una titolare d'impresa, una networker o una commerciante?
  • Sei  soddisfatta del tuo fatturato e dei tuoi clienti?
  • Vendi a prezzi adeguati all’alta qualità del tuo prodotto/servizio?

La paura di vendere é la punta di un iceberg che regge paure molto più intime e profonde.

  • La paura di non saper vendere;
  • la paura di chiedere soldi;
  • la paura di proporti a prezzi alti; 
  • la paura di sentirti dire un NO! 
  • La paura di subire critiche;
  • la paura di non fare ottenere i risultati promessi
  • la paura di perdere credibilità;
  • la paura di non avere abbastanza esperienza
  • la paura di rivolgerti ad un pubblico disinteressato.

All'interno dell'accademia Micaf che ho fondato favore di donne e professioniste, le paure sono un tema su cui lavoriamo in modo costante e approfondito.

https://www.facebook.com/groups/897439591041344

 

La paura di vendere semina nella propria mente le “false credenze” che mettono a tacere la tua ansia e allo stesso tempo trovi pace giustificandoti con delle frasi imbarazzanti!

  • “Tanto la gente non ha soldi da spendere, c’è crisi!”
  • “Siamo tanti e vendiamo tutti le stesse cose…”
  • “Devo fare degli sconti per attirare clienti..”
  • “Le persone sono stanche di vedere sempre gli stessi prodotti”
  • “La concorrenza è sleale! Fa prezzi assurdi…”
  • “Vendere non fa per me, non è per tutti d’altronde!”
  • “Studio, mi applico ma… non ce la faccio, non fa per me!

Queste sono solo alcune delle storie che si raccontano le neo professioniste ma anche quelle più avviate che si trovano a navigare in un mercato i cui meccanismi sono COMPLETAMENTE nuovi e direi INCERTI!

Sono tutte false credenze che si avvalgono  di scuse costruite in modo perfetto dalla nostra mente per legittimare la propria paura di FALLIRE!

Perché false? E’ molto semplice!

Qualsiasi attività commerciale, qualsiasi professione, compresa la TUA, è basata sulla vendita di qualcosa. Diversamente sarebbe una ONLUS!

Che sia network marketing, che sia la promozione di un brand on line o la classica attività commerciale con “serranda da aprire ogni mattina” (come le definisco io), la vendita è una delle fasi caratterizzanti dell’attività stessa, anzi, direi che è la finalità ultima di ogni imprenditrice! Questo naturalmente avviene quando la professionista ha definito in modo chiaro il proprio scopo al di là del fatturato economico!

Per mantenere alta la motivazione devi amare alla follia quello che scegli di fare ogni giorno! Diversamente il "voglio lavorare con successo" si trasforma in "devo lavorare per mangiare."

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Puoi arrenderti e guardare chi invece ottiene risultati eccellenti oppure decidere di capire come vincere i tuoi limiti e valorizzare te stessa e la tua attività, qualunque essa sia! Vendere è imperativo e resettare paure che generano scarsi risultati e convinzioni limitanti è la sola via percorribile per creare metodo, strategia e disciplina.

Vediamo insieme alcune delle paure che in modo subdolo creano ansia, senso di inadeguatezza, paura di non essere all'altezza.

La paura di sentirti dire un NO! 

Mettilo in conto: non puoi evitare i No! Ricevere un NO, non significa che non sei capace, che il tuo prodotto/servizio vale poco, che non sei stata convincente!

Ricevere un NO non significa che fallirai! Non significa che vali poco e che non sei capace!

LAVORA SULLA TUA AUTOSTIMA, SULLA FIDUCIA IN  TE STESSA, SUL VALORIZZARE LE TUE COMPETENZE E FOCALIZZATI SUI TUOI OBIETTIVI!

E’ solo un NO in un mare di SI che non vedi perché focalizzata sul NO! Partendo da questo presupposto nota come:

  • i NO non “assoluti”, potrebbero essere semplicemente “NO momentanei” che hanno bisogno di tempo per maturare;

Paura di vendere: la paura di chiedere soldi. 

  • Se hai paura di chiedere denaro, forse significa che non credi abbastanza in te stessa, nelle tue potenzialità, nel valore aggiunto che la tua consulenza, prodotto o servizio porta nella vita del tuo potenziale cliente.

Il rapporto difficile con il denaro è un aspetto  che tocca tantissime professioniste che nonostante lavorino in modo appassionato vivono costantemente in  ansia e nella paura di perderlo, di non averne abbastanza; fanno difficoltà a gestirlo, ad investirlo  in modo vantaggioso e vivono in affanno e vittime della paura di fallire. Ovviamente in uno stato emotivo dettato dall’ansia, difficilmente produrrai ottimi risultati e le scelte saranno dettate dal bisogno più che da decisioni lucide e ben pianificate. In questo ambiente la tua attività rischia la materializzazione della profezia auto-avverante: scarsità di clienti, scarsità di risultati, scarsità di vendite. Convinzione di non essere capace a vendere!

 No! Non perché non sei capace ma perché sei dominata dalla paura!

LAVORA SULLA TUA AUTOSTIMA, SULLA FIDUCIA IN  TE STESSA, SUL VALORIZZARE LE TUE COMPETENZE  E FOCALIZZATI SUI TUOI OBIETTIVI!

Chiedere denaro per fare qualcosa (o vendere qualcosa) vuol dire anche saper fare qualcosa e saperlo fare BENE! Significa essere consapevole delle proprie abilità, del proprio talento e delle proprie competenze! 

E' fondamentale comunicare bene chi sei, cosa fai e cosa offri

Per fare questo in modo eccellente devi conoscerti in modo eccellente:

  • chi sei?
  • Cosa fai?
  • Perché lo fai?
  • Cosa offri?
  • In che modo migliori la vita dei tuoi clienti?
  • Quali sono i valori sui quali ti muovi!?
  • Cosa sei disposta a fare e a rischiare per brillare e realizzarti!?

Valorizza la tua unicità.

  1. Trova il tuo elemento differenziante, ciò per cui la gente dovrebbe scegliere te e nessun altro  che te. 
  2. Crea la tua strategia per poterlo comunicare efficacemente ogni giorno. Fai percepire sicurezza e fiducia al tuo pubblico.
  3. Chiediti quanto è importante fare quello che fai e lavora sulle tue migliori convinzioni!

 

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Tutto è possibile… solo se lo vuoi davvero, se sai come ottenerlo e se ti muovi per andarlo a prendere!

L’ultima domanda, quella più importante:

  • ti piace quello che fai?  

Sono sfumature che creano scenari completamente diversi.

Nel prossimo articolo vedremo le differenze tra il DOVERE LAVORARE e il VOLER LAVORARE

Leggi anche  https://chiarinigloria.it/autostima-social-e-impatto-emotivo/

Gloria, mental coach per Donne. Cell. 3282560986

 


Autostima, social e impatto emotivo.

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L'impatto dei social network sull'autostima.

Esiste un'interessante relazione tra autostima e uso delle reti sociali.

Come formatrice e Mental Coach dedicata esclusivamente alle donne, posso dire con certezza che l'autostima è un tema molto frequente e molto presente nelle sessioni di coaching. Sempre più professioniste e titolari d’ impresa manifestano le proprie difficoltà nel prendere decisioni e nel definire una strategia efficace da applicare all'interno della propria attività, non tanto per la mancanza di conoscenze, quanto per bassa o scarsa  autostima.

Oggi grazie o a causa (dipende dai punti di vista)  dei social condividiamo ricordi e momenti della nostra quotidianità.

Basta scrollare la bacheca di facebook per notare quanti professionisti promuovono i propri brand al fine di attrarre e di convincere gli utenti che sono sempre più attivi sui canali social e digital.

Qualsiasi cosa venga pubblicata, sia che si tratti di video, di scritti o di immagini, il risultato è generazione di interazioni o di mancate interazioni che vengono spesso interpretate come mancanza di interesse! Tutto questo impatta a volte in modo inconsapevole sulla percezione del proprio valore con il conseguente abbassamento della  propria autostima!

La verità è che l'impatto dei social network è devastante laddove tu stessa manchi di autostima e fiducia in  te stessa. I canali social possono essere uno strumento potente per la promozione della tua professione, per ispirarti a idee interessanti e per capire come ottenere quello che vuoi  ma diventa fondamentale allearti alla tua autostima per non trasformare facebook, instagram, tik tok etc. in un'arma a doppio taglio!

Quando il giudizio che hai di te stessa è condizionabile da un like, da un commento o dai risultati che tuoi competitor o amici dicono di avere, (e che la più parte delle volte non corrisponde a verità) diventa pericoloso!

“In passato, eri quello che avevi, ora sei ciò che condividi.” - Godfried Bogaard -

Vediamo di continuo immagini  ipotetiche di come potremmo vivere la nostra quotidianità.  Vengono suggeriti stili di vita in cui puoi guadagnare senza alcun sforzo e in  cui puoi permetterti di stare sdraiata al sole, con un corpo da modella sorseggiando un aperitivo e nel mentre ottenere clienti e guadagni incredibili!

Attenzione!

Non dico che sia sbagliato pubblicare sulle proprie piattaforme social esperienze felici o di relax. Però  esiste una giusta via di mezzo tra parlare adeguatamente sui social del proprio lavoro e millantare una vita che molto spesso non rispecchia quella reale.

Il problema non è di chi scrive o di chi fa un certo tipo di promesse: il problema è crederci a prescindere senza farti domande, senza verificare, senza testare con mano.

Magari è la verità ma come puoi esserne certa?

Semplicemente verificando fidandoti alle tue conoscenze, delle tue competenze, alla tua esperienza e mettendoti in  discussione non per sfiducia ma al contrario, grazie alla sicurezza che hai maturato. In sostanza grazie alla tua autostima!

Il rischio che si paga è alto: quando "fallisce" nel realizzare quanto idealizzato, ne soffri non solo in termini economici ma in termini personali.

Ho avuto come clienti due professioniste che dopo aver tentato la sorte in uno di questi miraggi della terra del social, sono arrivate in sessione devastate:  hanno dubitato della propria professionalità, della propria preparazione e della propria capacità.

Il problema non sono mai gli altri. Il problema siamo sempre noi. La responsabilità è nostra.

La mancanza di risultati, la scarsa motivazione e la frustrazione nel lavorare senza avere un ritorno adeguato, influiscono pesantemente sulla propria autostima.  Quando vediamo che la nostra realtà non coincide a quanto proposto sui social network, appare il conflitto interiore e la nostra autostima accusa un duro colpo.

La qualità della propria vita non dipende dal raggiungimento di quello che viene visto o da quello che viene promesso da altre persone. 

La qualità della nostra vita dipende da quello che noi decidiamo di fare, di pensare e da quanto vogliamo essere coerenti nelle nostre idee valorizzando i  nostri sogni. Ogni individuo è libero di proporre, di sostenere quello che ritiene giusto ed  è altrettanto vero che ogni individuo deve prendersi la responsabilità di “leggere” con oggettività e con metodo quello che gli viene proposto. E’ importante discernere ciò che ha attinenza con la realtà" da quello che non lo ha. 

La mia nonna era una contadina e ho imparato da lei che il lavoro è tale quando parte dalla semina: il fiore non sboccia se non lo curi. Possiamo poi decidere quando, come e in  che modo ma la cura di te stessa è fondamentale, e non puoi aspettarti che altri lo facciano per te: tu sei la migliore soluzione per il tuo “fiore.”

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Senti di avere la capacità di prenderti cura dei tuoi “fiori?” Siano essi il lavoro, il tuo compagno, il tuo corpo, la tua salute, i tuoi figli.

Senti di essere capace, determinata e sicura? Senti di avere un  buon giudizio oppure vivi nella paura e nella convinzione che gli altri sono più fortunati

Come influisce internet sulla nostra autostima?

Il problema principale è che possono influenzare, e molto, l’immagine che abbiamo di noi stesse.

Canoni di bellezza, proiezioni professionali divine impattano su quella che è la propria autostima. Tutto questo genera degli stati d'animo e abitudini malsane rispetto al proprio benessere emotivo e fisico.

Autostima e chiarezza.

Basterebbe ricordare che dietro ad ogni post, tweet, blog, Email c'è un essere umano e non un alieno dotato di poteri paranormali. E quindi in quanto essere umano, anche tu hai le stesse chance, le stesse possibilità di realizzare i tuoi sogni, ma occorre farlo in modo autentico avendo la consapevolezza di quello che sei tu, di quello che è importante per te stessa, di dove vuoi andare, da dove parti, e di come ci vuoi andare. Realizza il sogno della tua vita in base al tuo ambiente, alle tue ambizioni, al tuo essere, al tuo sentire e non imitando personaggi che propongono "abiti” diversi dai tuoi. Né migliori né peggiori. Semplicemente diversi.

Social network e influenza.

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Quasi tutto, ormai, viene reso pubblico: questo perché vogliamo ricevere l’approvazione altrui. I loro “mi piace”

Perché ne abbiamo così bisogno? 

Questo potrebbe essere una prima domanda da porti se anche tu senti che un like fa la differenza nella tua vita e nell’andamento emotivo della tua giornata!

Ti invito a chiederti in che modo “quel like” riempie un bisogno.

Tante volte è un bisogno di riconoscimento mancato in età infantile. 

Se vuoi approfondire sentiti libera di scrivermi in privato: https://chiarinigloria.it/contatti/

Autostima: cos’è? 

Una definizione che però sembra aver trovato ampia condivisione descrive l’autostima come quell’“Insieme dei giudizi valutativi che l’individuo dà di se stesso” (Battistelli, 1994).  Dunque, la definizione appena data mette in rilievo come l’autostima si riferisca a ciò che noi stessi pensiamo della nostra persona.

Autostima: come si sviluppa?

Secondo alcune teorie l’autostima dipende per la maggior parte dalle relazioni primarie che abbiamo avuto nella nostra infanzia con le nostre figure di riferimento: un’infanzia difficile, per esempio, può creare problemi di insicurezza personale e quindi portare ad avere una bassa autostima. Ma anche alcuni eventi di vita “in età adulta” possono portare ad un calo dell’autostima: un divorzio, la perdita di una persona a noi cara, la mancanza di valorizzazione nel nostro ambiente lavorativo, mancanza di risultati, relazione malate e mancanza di comunicazione con persone a noi care, un esame fallito o una decisione rimandata.

I Social network e l’autostima: wuaoooo!

Oggi i social network hanno un grande impatto sulla nostra autostima: sono strettamente legati sia all’immagine che abbiamo di noi stessi, ma anche a quella che vorremmo avere.

Il bisogno di piacere vibra all’unisono alle aspettative dei like del tuo profilo social!

Dunque è come se i social ci offrissero uno stereotipo di bellezze e stili di vita che ci sembrano difficili da raggiungere.  E’ questo l’impatto dei social sull’autostima: si attiva un conflitto interno quando ci rendiamo conto che la nostra realtà non coincide con quella presentata sui social e che noi pensiamo di volere! Da qui non possono che derivare delle conseguenze importanti: ci si arriva a prefissare obiettivi irrealistici, e più non li raggiungiamo, più la nostra autostima ne paga il prezzo! 

E tra una maschera e l’altra il nostro umore gioca a ping pong!

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L’altra faccia dei social: like e approvazione.

Parlare di social e autostima significa inevitabilmente parlare di un altro aspetto: i like!

Come ho accennato ad inizio articolo, oggi si rende pubblica gran parte della propria vita. Si va a caccia di  “like” che ci diano la sensazione di avere pubblicato qualcosa di interessante come se ognuna non lo fosse indipendentemente  da quello che condivide.

Tutto questo non fa altro che denotare una profonda insicurezza, una bassa autostima e soprattutto un forte bisogno di consenso.

Nelle sessioni di coaching, quando lavoro con libere professioniste o ragazze che iniziano ora a promuovere la propria attività online, quello che sottolineo da subito e con i like, non mangi! Sicuramente l'algoritmo di Facebook agevola post  sotto il quali ci sono interessanti interazioni, condivisioni e commenti. 

Ma non è questo il tema!

Il tema è che la tua autostima deve rimanere invariata, immutata, intatta,  indipendentemente dai like che ricevi o che non ricevi quando pubblichi o quando scrivi. 

Tu sei molto di più di un like!

Il confronto con gli altri è una delle attività più praticate e al tempo stesso più rovinose. Confrontarsi con gli altri è un gioco nel quale si perde sempre, sia quando ci sentiamo superiori, sia quando ci sentiamo inferiori o crediamo che ci manchi qualcosa rispetto ai nostri amici e conoscenti.

 I social media acuiscono a dismisura questa dimensione, perché alimentano di continuo il confronto, ma nel modo che è sempre a noi più sfavorevole.

Il confronto con gli altri è sempre perdente!

Il confronto con gli altri, specie sui social, è impari per natura. Di noi sappiamo tutto, e abbiamo ben presenti le delusioni, le sconfitte, i dolori, le frustrazioni.  Degli altri vediamo solo le cose migliori, quelle che hanno deciso di rendere  pubbliche.  Nessuno posta su un social la litigata col proprio partner, l’esperienza frustrante sul lavoro, i risultati scolastici deludenti, le domeniche pomeriggio passate da soli ad annoiarsi in casa. Dunque dobbiamo essere consapevoli del fatto che negli ultimi anni è successo qualcosa di importante, si è affermato un trend che ci coinvolge direttamente. Anche chi è meno presente sui social non può sfuggire più di tanto a questo clima, perché nella società non esistono camere stagne, tutto e tutti sono interconnessi ed è molto difficile chiamarsi fuori, quando ci sono dei problemi.

Se ci sentissimo veramente sicure di noi stesse, non cercheremmo il confronto con gli altri, che è spesso figlio dell’insicurezza. Anche le persone più importanti, ricche e arrivate si sentono insicure. Anche se sei al top, c’è un top ancora più top verso cui guardare. Chi ha il potere e il successo difficilmente si accontenta. La mente che confronta è insoddisfatta per sua natura. 

La mente libera è quella sicura e che vive l’"altro",  come opportunità di crescita in totale fiducia di sé e del proprio valore.

Non sentirci separate.

Accedi al gruppo privato MICAF, l'unica accademia fatta da donne e riservata esclusivamente alle donne. https://www.facebook.com/groups/897439591041344

Noi siamo proprio come le onde del mare, cambiamo di continuo. Stamattina ero arrabbiata e vedevo tutto nero. Oggi ho visto mio figlio e il mondo mi sembra meraviglioso.  In ogni momento siamo continuamente non solo influenzate, ma addirittura determinate da tutto ciò che ci circonda: le persone che frequentiamo, l’ambiente sociale, il cibo che mangiamo, le letture, i contenuti digitali. 

Rinforzare la tua autostima, la fiducia te stessa e imparare come sentirti fiera di chi sei nella certezza che puoi realizzare i tuoi sogni è il modo più sicuro per valorizzare la tua unicità e cogliere l'insegnamento da ogni situazione o persona al netto di confronti, giudizi e aspettative.

Leggi anche https://chiarinigloria.it/leadership-donne-e-vision-la-fiducia/

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Gloria, mental coach per donne.


Leadership, donne e vision: la fiducia

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Leadership, donne e vision: la fiducia.

Una dote fondamentale per una leader vincente: la fiducia. La fiducia è la base di tutto ed è l'elemento che fa da collante in una strategia ben pianificata e programmata.  La fiducia è alla base di qualsiasi relazione lavorativa: è una delle risorse essenziali del capitale di cui una leader dispone.

Come mental coach per donne è chiaro ormai quanto il lavoro del leader è quello di creare le condizioni ideali affinché tutte le professioniste abbiano la capacità e l'attenzione nel valorizzare il proprio potenziale favorendo la loro espressione, le loro capacità e riconoscendo la singola unicità ed il talento di ognuno.

Questo vale quando il leader è fisicamente presente in azienda o nella realtà professionale in cui opera e allo stesso modo quando non c’è o persino quando è uscito definitivamente di scena. Quello che lascia è quello che ha creato: potrà lasciare un' impronta presente anche se fisicamente assente.

Leadership, donne e vision: la fiducia.

La leadership che dà forza è quella che costruisci grazie alla fiducia:
più sai generare e avere fiducia verso te stessa, più ti sarà possibile realizzare la tua vision influenzando e ispirando i tuoi clienti, il tuo pubblico e le persone con cui lavori ogni giorno.
In questo momento storico, dove le distanze sociali sono cresciute , imposte e consolidate è importante riflettere su quanto ora più che mai sia necessaria questa condizione di Fiducia.

La Fiducia diventa alleata sia per influenzare ed eccellere nella tua professione sia come garante delle tue migliori relazioni.

Mi chiedo: quanta fiducia hai in te stessa?
Le leve fondamentali della fiducia sono: empatia, logica, autenticità.

Si riceve fiducia dagli altri quando le persone sentono che vi importa di loro (Empatia), quando si fidano nel vostro giudizio e della vostra competenza (Logica), e quando pensano di interagire con il vostro vero io (Autenticità).
Nel momento in cui la fiducia verso noi viene meno o non fa reali progressi, di solito è perché una delle sue tre basi si è incrinata in noi stesse, si crea quella che viene definita la “falla nel sistema fiducia”. Per diventare un leader bisogna individuare il proprio punto debole nel riuscire a guadagnarsi la fiducia altrui.

 

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Supera le tue carenze e fortifica le tue certezze.

Molte sono le strategie che puoi mettere in campo per fortificare, valorizzare e rinforzare la fiducia all'interno del tuo ambiente sia lavorativo che privato.  Scopriamo in dettaglio le tre leve di cui ti ho scritto poco fa: empatia, logica, autenticità.

L’empatia rappresenta la parte più delicata per la maggior parte dei leader che desiderano coinvolgere, attrarre e convincere. Quando le persone (clienti, colleghi, collaboratori, soci) che il leader vuole influenzare percepiscono che a lei importa più di sé stessa che degli altri, questi non si fideranno abbastanza per farsi guidare.

La scarsità di empatia è presente quando si è impazienti nei confronti di chi ci mette di più a capire le cose, oppure quando si ha fretta di raggiungere obiettivi e risultati. In questo modo perdi di vista il processo e non ti godi il viaggio che è la parte che io personalmente più amo. Nel gruppo privato Micaf in cui lavoro ogni giorno con donne e professioniste, i risultati più eccellenti sono stati possibili grazie alla capacità di rallentare, di guardare, di ascoltare con occhi diversi le persone con le quali ogni giorno ci confrontiamo. L'empatia è sicurezza e accoglienza di quella che è la tua vision.

Leadership, donne e vision: la fiducia. Vuoi migliorare il tuo grado di empatia?

Presta maggiore attenzione al tuo comportamento nei contesti professionali, in particolare quando sono gli altri ad avere la parola. Basti pensare a ciò che accade durante una conversazione con un cliente o con colleghi: all’inizio si è molto coinvolte. Chi però ha nell’empatia il suo punto debole, una volta compresi i concetti in discussione e forniti i propri contributi, comincia a perdere interesse, manifesta meno attenzione, sbircia il cellulare: qualsiasi cosa evidenzia la sua noia o la sua fretta nel concludere l'incontro. Cosa invece è utile fare? Focalizzati non su quello che serve a te, ma sul fatto che le persone possano ricevere ciò di cui hanno realmente bisogno:

è necessario assumerti la responsabilità del bene di chi si è rivolto a te o di chi ha scelto di lavorare insieme a te!

Condividere, restare in ascolto, osservare, portare gli esempi più significativi che rendano chiari i concetti e rimanere in attenzione finché tutti hanno compreso e in modo fiero ti guardano come una guida!

Se le persone hanno poca fiducia verso il proprio leader, perché dovrebbero volerlo al timone?

È quasi impossibile ottenere un simile risultato mentre mandi messaggi o mentre controlli la posta, per cui, metti via i tuoi dispositivi!

Nell'azienda che ho fondato (Micaf https://www.facebook.com/groups/897439591041344), tutte le professioniste sono mie creature e la loro competenza è un valore aggiunto per tutte le donne e le professioniste che si affidano a noi con fiducia e impegno. Nel video è Alessandra Puzzilli che condivide la sua esperienza come risorsa all'interno del mio staff.)

La logica. Quando il problema è la logica il consiglio è di far leva sui dati oggettivi e tangibili! È necessario fondare le proprie posizioni e le proprie strategie su dati solidi, misurabili e verificabili.

Parlare di ciò di sei certa al di là di ogni ragionevole dubbio. Fare impresa non è un hobby ed essere un leader efficace è un privilegio!

La visione degli altri e la condivisione con le proprie persone è per il leader una delle risorse più preziose, ma per potervi accedere deve essere pronto a mostrare che può anche non avere subito le risposte o le migliori soluzioni. Questo spesso suscita resistenze nei leader. Comunicare in modo efficace, sicuro, chiaro e ordinato le proprie idee permette di espandere la propria logica trasmettendo certezza e disciplina: questo genera motivazione e quel senso di appartenenza necessario a sostenere un  team forte e allo stesso modo verrai percepita dai tuoi potenziali clienti come un leader credibile.

Per la maggior parte delle professioniste la difficoltà nel padroneggiare una logica efficace nasce per l'inefficacia con cui si comunicano le proprie idee.

Quando si vogliono esprimere pensieri complessi è necessario partire dall’affermazione centrale e non, come spesso accade, condurre gli ascoltatori in narrazioni pindariche per arrivare al risultato finale. E' necessario che tu abbia chiaro il nocciolo del discorso.

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L'autenticità. Quando le persone sentono di non avere accesso a una visione piena e completa di ciò che sapete, pensate e sentite, allora è probabile che la vostra leva debole della fiducia sia l’autenticità. https://www.youtube.com/watch?v=EbjrV4hW0ZE

Essere autentica richiede coraggio e grande consapevolezza. Essere autentica significa valorizzare il tuo sé e correre il rischio di non piacere a tutti. Diversamente potresti pagare il prezzo di essere percepita come poco credibile!

Negare il proprio sé, anche se talvolta può contribuire a risolvere i problemi sul breve periodo, crea una schermatura artificiale per la fiducia e di conseguenza per la capacità di essere leader. Se le persone percepiscono che il proprio leader sta nascondendo la verità e non è del tutto autentico, sono meno disposte a essere trasparenti nei sui confronti, come invece implica un rapporto di leadership.

Nel contesto attuale che stiamo attraversando e che è in forte cambiamento, la diversità rappresenta una risorsa incredibile e le professioniste capaci di valorizzarla spesso godono, rispetto alla concorrenza, di un forte vantaggio. Come mental coach per donne il mio impegno è costante nel dare strumenti e metodi concreti per evidenziare la propria unicità vincendo la paura del giudizio e il senso di inadeguatezza troppe volte limitanti per la propria realizzazione.

Come esseri umani, preferiamo entrare in sintonia con ciò che abbiamo in comune con le altre persone e tendiamo ad individuare le conoscenze condivise come conferma del proprio valore. Quando hai il coraggio di essere autentica e di mostrare il tuo sé unico, ecco che la tua unicità sommata alla tua autenticità si trasforma in un punto di forza.

Occorre quindi creare condizioni di fiducia che permettono ai membri del team o ai tuoi clienti di esprimere la propria particolare prospettiva ed esperienza: la propria autenticità.

Per raggiungere questo, bisogna porre meno attenzione a ciò che le persone vogliono sentirsi dire e più a quello che ti serve comunicare per il bene delle stesse; tutto ciò con la massima cura e attenzione e in fiducia del fatto che la loro differenza è proprio ciò che potrebbe realizzare sogni comuni e rendere concreta la vision condivisa.

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Leadership, donne e vision: la fiducia. Come mental coach per donne, nel gruppo privato Micaf in cui ogni giorno faccio formazione gratuita a donne e professioniste, il tema dell'autenticità è trattato in modo importante.  E' chiaro che il successo della propria attività professionale dipende dal successo della propria vita personale che a sua volta è il frutto di scelte e decisioni anche coraggiose e fatte in modo coerente e autentico.

https://www.facebook.com/groups/897439591041344

Chi sono i leader autentici?
Sono donne capaci di mostrare i propri limiti e ammettere gli errori, mettendo in secondo piano il proprio ego.

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Quando una donna, una professionista, una manager, una dirigente o chiunque rivesta un ruolo di responsabilità riesce a non separare la propria identità professionale da quella personale si parla di leadership autentica.

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L'autenticità è uno stile di vita.

Donne e leadership: la fiducia. L’autenticità è presente sia in ambito professionale sia nella vita privata. L'atteggiamento della leader è caratterizzato da trasparenza, correttezza, autostima e consapevolezza di sé in tutti gli ambiti.

  • La leader autentica è consapevole dei propri punti di forza, dei propri limiti e delle proprie emozioni. Agisce seguendo gli stessi principi sia in privato sia in pubblico, riconosce i propri errori o le proprie debolezze e le trasforma.
  • La leader autentica è focalizzata sugli obiettivi e mette in secondo piano gli interessi personali e il proprio ego.
  • La leader autentica comunica apertamente con i propri collaboratori.
  • La leader autentica ha la capacità di concentrarsi sugli obiettivi a lungo termine. E' un principio sul quale si basano le strategie professionali mostrando pazienza, tolleranza, fiducia verso sé stessa e rispetto per il lavoro altrui.
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Tu che leader vuoi essere?

Queste sono solamente alcune delle possibili dritte per poter ottenere un buono stato di fiducia, ma non ignorate la cosa più importante: la strada per un empowerment leadership non inizia quando le persone hanno fiducia in voi, ma quando voi iniziate a fidarvi di voi stesse!
Per essere un leader che trasmette davvero forza è necessario individuare i punti che rendono instabile non solo la relazione con gli altri ma anche quelle con sé stesse, quella con te stessa.

Se manchi di fiducia in te stessa o se è debole e facilmente condizionabile, come possono averla gli altri?

https://chiarinigloria.it/marketing-e-donna-la-tua-fioritura-nella-cura

Scopriamolo insieme!

Come diventare una leader vincente e convincente?

Scrivimi e ricevi da subito la tua prima sessione gratuita con me: scopriamolo insieme!

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Donne e Madri che sorreggono il mondo.

 

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Donne e Madri che sorreggono il mondo.

Marzo è il mese della donna. Si parla di rispetto, di parità, di dignità.

  • Ma come ci comportiamo TRA DI NOI?
  • E come ti comporti VERSO TE STESSA?

Donne e Madri. E' urgente celebrare la bellezza, la dolcezza del femminile e onorarne la forza e la delicatezza. Si sta lavorando tanto e da tanto tempo sul superare ogni discriminazione di genere riconoscendo il pari valore della donna in quanto essere umano e incoraggiando tutte le donne a credere in sé stesse mantenendo il proprio privilegio di donne e madri dell'umanità.

Donne e Madri. La propria realizzazione professionale oggi è una possibilità concreta e tangibile. Oggi la donna che vuole dare un senso alla propria vita lo può fare anche grazie alla condivisione e al sostegno di altre donne!

https://www.facebook.com/groups/897439591041344

 

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Oggi però voglio rivolgere l'attenzione su un tema potente che può aprire nuove vie verso la propria libertà e nel rispetto del proprio ruolo:

come ci comportiamo tra di noi e verso noi stesse?

Ecco quello che accade nella maggioranza delle situazioni.

Donne e Madri. Quando una donna sta male, è in difficoltà, ha dei problemi , di soldi, d’amore, con i figli, con la famiglia, con il lavoro…è molto naturale per tutte le altre starle accanto e darle sostegno in ogni forma creando attorno a lei una sorta di rete protettiva e di sicurezza.

Questo viene molto facile a tutte.

  • Ma cosa succede quando una donna sta bene, ha successo, vive un amore ed è realizzata della propria vita?
  • Cosa accade quando una donna sboccia in tutto il suo splendore, occupa il proprio posto con sicurezza, vive una vita felice ed è raggiante?

Succede che le altre donne intorno fanno difficoltà a relazionarsi a lei, a manifestare la propria stima, a dimostrare lo stesso affetto che avrebbero dimostrato se la situazione fosse stata diversa, e non sempre ma probabilmente troppo spesso, si comportano come se si sentissero inferiori, in competizione o come se avessero subito un affronto o un'ingiustizia.

Donne e Madri che sorreggono il mondo.

Le donne sanno creare un cerchio e tenersi per mano?

In che modo le donne sono capaci di sostenersi nel successo quanto nel dolore? Siamo davvero capaci di esaltare e incoraggiare la bellezza delle altre donne o le viviamo come una minaccia? Critichiamo e limitiamo l'espansione di una di noi, per poi soffrire tutte quando questi limiti ci vengono imposti dall’esterno? In che modo ci miniamo dall’interno?

Abbiamo imparato dal passato ad essere unite nella debolezza, ora se vogliamo davvero che qualcosa cambi là fuori e che il potere femminile venga apprezzato e riconosciuto,

è il momento di imparare ad essere unite nella forza.

Siamo già capaci di tenerci strette nella limitazione, ora è fondamentale, per noi e per le nostre figlie e per tutte le donne del mondo, che impariamo ad essere solidali nell’abbondanza, nel successo e nella gioia. Impariamo ad essere madri anche tra di noi.

Ogni donna e ogni madre che manifesta il proprio potere libera tutte, ogni donna che ha il coraggio di far sentire la propria voce regala coraggio a tutte le altre; ogni donna che rispetta un’altra donna insegna al mondo che le donne vanno rispettate. Ogni madre che ricorda quanto il suo ruolo sia fondamentale per l'umanità contribuisce al bene della stessa.

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Donne e Madri che sorreggono il mondo. Lavoriamo tra Donne.

Lavorare tra donne oggi è indispensabile e necessario per fortificare il concetto stesso di femminilità.

E' importante che ci creda Tu ancor prima degli altri. Il riconoscimento del valore del femminile, non passa più attraverso la manifestazione per le donne.  Il riconoscimento del valor del femminile passa attraverso delle scelte personali, è possibile mettendoti in gioco e nel farti portavoce dei tuoi sentimenti e delle tue emozioni senza paura ma con coraggio e consapevolezza.

Passa dall'avere il coraggio di manifestarti!

Esattamente come le nostre antenate che  hanno avuto il coraggio di sostenere le loro parole. Le hanno camminate le loro parole facendo rete e sostenendosi per perseguire il propri ruoli al netto da paure e compromessi.

Non si sono vendute. Hanno avuto coraggio e noi abbiamo il diritto di fare sogni coraggiosi.

Allora SI' la vita avrà avuto un senso per essere stato. Abbiamo un dovere come esseri umani e in quanto donne e in quanto madri.  Quello di dare forza ai nostri figli che sono gli adulti,  gli uomini o le donne del domani.

Ameranno la terra se la amiamo noi. La sosterranno, se la sosteniamo noi. Avranno fiducia se noi stesse l'avremo verso di noi.

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Dobbiamo ricominciare a sognare e a divertirci danzando mano nella mano e in fiducia di noi stesse. Dobbiamo rinforzare la credenza del femminile e lo si può fare solo lavorando su di noi e sulle nostre convinzioni e credenze limitanti.

Per questo dobbiamo lavorare tra donne. Dobbiamo fortificare questo, prima che possa essere accessibile. Finché noi non fortifichiamo tra di noi quella che è la credenza del senso del femminile, questo equilibrio non avverrà mai.

 

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Dobbiamo ricominciare a sognare e a divertirci.

Il divertimento sviluppa l’intelligenza e aiuta le nostre relazioni con il mondo esterno.

La scienza lo dice: abbiamo bisogno di più divertimento, perché è sano, fa bene ed è gratuito.

  • In che modo il divertimento è un asso nella manica per vincere le tue partite?
  • Come mai spesso è difficile divertirsi?

Quali sono i motivi che ci impediscono di divertirci?

Ecco i principali motivi:

  • senso di inadeguatezza (vergogna, imbarazzo, timidezza);
  • senso di colpa;
  • mancanza di tempo.

Se le prime due motivazioni sono profonde e imputabili al nostro stato d’animo e alle nostre relazioni con gli altri (ed è per questo che diventa necessario capire come essere padrona delle tue emozioni. Chiedi la sessione gratuita con me e capiamo insieme in che modo liberarti dal perso di condizionamenti esterni cell. 3282560986), l’ultima è frutto della vita frenetica di tutti i giorni e appare di più facile soluzione. E' importante ricavare il tempo per il tuo divertimento, anche un piccolo spazio, ogni giorno.

Che cos’è il divertimento?

Tralasciando i paradigmi e le definizioni da dizionario, il divertimento in sostanza è tutto ciò che trovi piacevole fare e che ti allontana, seppure per poco tempo, dalle pressioni del lavoro e dalle fatiche della vita di tutti i giorni. Puoi farlo in tanti modi: guardando un film, leggendo un libro, chiacchierando con le amiche, facendo una gita o una passeggiata, dedicandoti a un hobby o facendo sport. Insomma, ognuna ha il proprio modo di divertirsi, ma è importante che lo mantenga senza alcuna scusa! Persino mentre faccio le sessioni di coaching con le mie clienti trovo il tempo per divertirci: in questo modo loro apprendono più velocemente con gioia!  https://chiarinigloria.it/masterclass/

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Donne e Madri che sorreggono il mondo.

Il divertimento aiuta e sostiene le relazioni interpersonali.

Condividere un momento ludico, secondo molti studi, aiuta a sviluppare rapporti di fiducia più solidi e duraturi, oltre che a facilitare la comunicazione tra le persone. Ridere insieme a qualcuno significa infatti sentirsi simili, condividere un’idea e dei valori, dimostrarsi amichevoli e disponibili. Questo vale in famiglia, tra amici e tra colleghi, ma anche fra estranei.

Il divertimento aumenta la nostra intelligenza.

La memoria e la capacità di concentrazione giocano un ruolo molto importante nell’intelligenza, e il divertimento è in grado di migliorare entrambe queste facoltà. Come mai? Perché ridere, o passare momenti piacevoli, riduce il livello di stress. Ma al tempo stesso è anche vero che attraverso il divertimento riusciamo a migliorare la nostra capacità di apprendimento, mettendoci oltretutto al riparo dall’invecchiamento cognitivo e quindi dai problemi e dalle malattie ad esso legati.

 

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Donne e Madri che sorreggono il mondo. Educhiamo al divertimento.

Se i cattivi stati d’animo influenzano in modo negativo sia la nostra attività cerebrale che quella ormonale, oltre alle conseguenze negative che portano al sistema immunitario, è vero che l’attività fisica, se fatta in una situazione di svago, ha l’effetto opposto, ovvero la capacità di equilibrare il nostro stato ormonale, di migliorare la nostra salute e i nostri pensieri. Educhiamo al divertimento i nostri figli e formiamo degli adulti felici.

Dobbiamo ricominciare a sognare e a divertirci danzando mano nella mano e in fiducia di noi stesse.

Dobbiamo rinforzare la credenza del femminile e lo si può fare solo lavorando su di noi e sulle nostre convinzioni e credenze limitanti.

Se stai  pensando che siamo una piccola parte, io ti dico che il gioco sta proprio nel farti credere che lo siamo.

E se cominciassimo a credere in qualcosa di diverso e ad avere fiducia in te stessa e nella tua vita?

E se fosse riservato ben altro per te?

E se tu fossi una stella pronta ad essere accesa per illuminare il cielo con la propria luce?

E se tu fossi Luce?

E se tu fossi una stella pronta ad essere accesa per illuminare il cielo con la propria luce? 

Scrivimi e scopriamo insieme! Cell. 328 25660986

Scopri il potere dell'autostima come alleata nella realizzazione dei tuoi sogni https://chiarinigloria.it/autostima-essere-donne-felici-a-50-anni

 

La libertà è quella che riesci a vivere nella tua mente.
"Non è l'istruzione che ci rende felici e neanche la libertà. Non diventiamo felici solo perché siamo liberi, se lo siamo, o perché siamo stati istruiti, se lo siamo stati, ma perché l'istruzione può essere il mezzo con cui capiamo che siamo felici.
Apre i nostri occhi, le nostre orecchie, ci dice dove si celano le delizie, ci convince che c'è una sola libertà che sia veramente importante, quella della mente, e ci dà la sicurezza e la fiducia di percorrere il sentiero che la nostra mente debitamente istruita ci offre." Irish Murdoc Dal film "Iris un amore vero"

I percorsi Micaf non ti danno le soluzioni ma ti guidano nel percorrere il tuo sentiero con sicurezza e camminare in modo autentico i tuoi pensieri, te stessa e i tuoi sogni.

E se tu fossi una stella pronta ad essere accesa per illuminare il cielo con la propria luce? 

Scrivimi e scopriamo insieme! Cell. 328 25660986

 

 

 


Autostima: essere donne felici a 50 anni.

 

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Essere donne felici.

Autostima, essere donne felici a 50 anni: spogliarsi a 50 anni, vestire i propri abiti e vivere una vita felice è possibile ?

Sono una donna di cinquant'anni, anzi il 15 Marzo ne compio 51. Quello che scrivo e che condivido con te è un po' la mia storia, è un po' il mio cammino, è un po' il racconto di tutto quello che ho fatto per realizzare il meraviglioso capolavoro che è la mia vita: 

  • una professione che amo;
  • la mia adorata famiglia;
  • e la mia vita che oggi dedico con passione, impegno e rispetto a tutte quelle donne che vogliono come me vivere felici, sentirsi amate e sicure.

Autostima: essere donne felici a 50 anni e vivere il proprio successo è un privilegio. Allo stesso modo richiede coraggio e come cita Spider Man,

da un grande potere deriva una grande responsabilità! 

Se non è così raro “cambiare strada” quando si è molto giovani, è meno frequente decidere di cambiare vita a 50 anni o intorno a quest’età. Considero i 50 anni un momento magico per la propria vita nella quale si è ancora proattive, vivaci e ricche di progetti ma in cui sembra più difficile o addirittura impossibile cambiare rotta per inseguire la propria soddisfazione e la propria gioia.

  • Sei una professionista e vuoi cambiare azienda, settore, o addirittura vuoi realizzare il tuo sogno di metterti in proprio ma ti frena il pensiero del fallimento o di abbandonare un sentiero sicuro per l’incertezza?
  • Sei una lavoratrice, una studentessa e vuoi creare una tua professione valorizzando il tuo potenziale?
  • Oppure è la tua vita privata che senti inadatta, e ti rendi conto che sono state le tue scelte a portarti all’insoddisfazione che vivi oggi, ma temi di cambiare?

Vuoi tutto questo ma sei è bloccata dalla paura del fallimento o dalla paura di abbandonare una via sicura per una via incerta?

Serve sicuramente una strategia, un metodo ed una conoscenza specifica ma serve soprattutto che tu abbia autostima e fiducia in te stessa. 

La felicità come obiettivo di vita.

L’autostima dipende dalla considerazione che noi abbiamo di noi stesse, da quanto noi crediamo nelle nostre potenzialità. Non è una dote innata, ma un processo di costruzione quotidiana. La felicità è un processo di conoscenza, di consapevolezza e di scoperta costante. https://chiarinigloria.it/felicita

Ho sottovalutato il valore dell'autostima fino all'età di 22 anni: sono sempre stata lasciata dai miei fidanzatini, mi è mancata la forza di oppormi a lavori che sentivo mettermi in ombra e che mi facevano sentire insoddisfatta, ho avuto paura nel ribellarmi ad un'educazione limitante e ho subito decisioni altrui anziché esserne protagonista. I miei sogni e i miei desideri passavano spesso in secondo piano: non era importante quello che sentivo. Era più importante quello che per gli altri era giusto. Mancavo di fiducia in me stessa e la cercavo rinunciando a me stessa nella speranza inconscia di avere l'approvazione di chi amavo. Peccato che il risultato era esattamente opposto: non vieni riconosciuta per quello che fai ma per quello che sei.

Quante volte ti è capitato di rinunciare a te stessa per il bene degli altri? Quante volte hai sperato di ricevere attenzione, amore e riconoscimento facendo per gli altri ancor prima che per te? Hai mai pensato a quanto è importante avere fiducia in te stessa e rinforzare la tua autostima?

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Ho sofferto di disturbi alimentari: vivevo con la sensazione di sentirmi diversa e sola.  Ero fortemente in sovrappeso e le mie amiche molto più belle di me sin dall’età di 16 anni.

Eppure dentro di me ardeva il fuoco: volevo liberarmi da catene, godere della bellezza della vita e delle infinite opportunità che sentivo di avere. Le domande che risuonavano in  me erano le stesse ogni giorno:

  • perché è così difficile vivere felice? Come mai le persone non mi capiscono? Perché il mondo è così diverso da me?  

Eppure sentivo di meritare la felicità. Sentivo di essere speciale. Ma mi sentivo sola. 

Un giorno ci si sente belle e sicure, il giorno dopo si sprofonda nella tristezza e nella sfiducia totale, evidenziando solo quello che non va di noi e mettendo in discussione ogni area della propria vita. Grazie ai lavori che svolgo ogni giorno con decine di donne e di professioniste noto come la mancata realizzazione dello scopo della propria vita è alimentata dalla mancanza di autostima e di fiducia in sé.  

Autostima, essere donne felici a 50 anni. I dubbi, le angosce e la convinzione di non avere tutto quello che ci serve per poter creare bellezza, armonia, successo, sicurezza, importanza e felicità nella propria vita creano un effetto boomerang generando esattamente ciò che alimenta la paura: il fallimento della propria vita. 

Invece, quando si lavora sui propri blocchi si scopre che il potenziale presente in ogni donna è al di là di ogni ragionevole dubbio: il segreto è proprio in quella fiammella che arde ma che è soffocata dalla paura del giudizio dei sensi di colpa e dalla solitudine.

Investire nella propria autostima a 50 anni è la chiave per vestirsi di felicità propria.

 

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L’autostima dipende dalla considerazione che noi abbiamo di noi stesse, da quanto noi crediamo nelle nostre potenzialità. Non è una dote innata, ma un processo di costruzione quotidiano. Ecco perché per avere una buona autostima è importante accrescere e confermare la fiducia verso se stesse, e anche se è normale oscillare e avere dei momenti no, ritornare al centro di noi stesse e incoraggiarsi tutti i giorni è la chiave per sentirsi felici, realizzate e spogliarsi di abiti scomodi, sbiaditi, stretti e vecchi. 

Bassa autostima a 50 anni.

Il 15 Marzo compirò 51 anni e sto vivendo il momento più bello, più straordinario e più felice della mia vita.

Non voglio dirti che è stato facile.

E’ stato il frutto di tanto lavoro, di studio, di decisioni coraggiose, ma soprattutto ho fatto spazio a quello che era buono per me, rinforzando i miei talenti, focalizzandomi sui miei obiettivi e nutrendo ogni giorno la fiducia in me stessa e la mia autostima. E' il lavoro che oggi pratico con decine di donne che come me, vogliono affermare la propria vita in difesa della propria individualità e con totale amore e rispetto verso la vita.  

Se ce l'ho fatta io ce la puoi fare anche tu. 

Autostima, essere donne felici a 50 anni: i motivi per cui una donna ha scarsa stima verso di sé sono tantissimi. Quasi sempre l'ambiente familiare in cui cresce ha un condizionamento importante. Solitamente le donne dai 50 anni in su si sono dovute confrontare con figure maschili svalutanti e castranti. 

Io stessa all'età di 15 anni anziché esaudire il mio forte desiderio, che era quello di studiare lettere per poter poi insegnare in una scuola superiore, ho dovuto adattarmi ad un istituto tecnico che sicuramente mi ha dato un diploma, ma mi ha chiuso in una gabbia limitando la possibilità di esprimere me stessa, il mio potenziale, la mia vera natura e la mia indole. 

Oggi sono grata a quegli anni: ho ricevuto una formazione e un'istruzione eccellente. Quello che ho voluto fare successivamente è capire come trasformare quella situazione in un'opportunità e alimentare, nutrire e perseguire il mio forte desiderio di insegnare, di educare, di guidare. Oggi quel sogno è stato realizzato in altra forma, con una maturità diversa, con una conoscenza diversa e proprio grazie all'esperienza dei miei cinquant'anni. 

Ho perseguito il mio sogno e all’età di 41 anni ho deciso. Anziché chiedermi mille perché mi sono chiesta come potere, come fare, come ottenere quello che volevo. Ho sempre preferito agire anziché piangermi addosso.

Ho sempre pensato di aver poco tempo a mia disposizione e questo mi spronava nel decidere anche quando le condizioni erano sfavorevoli. Questo mi ha guidata e motivata nell'investire anche quando non potevo: il tempo corre troppo veloce.

Tu sei pronta a fare lo stesso? 

Maggiore autostima per chi è giovane.

Se invece sono ragazze e donne giovani ad avere scarsa autostima le cause si possono rintracciare nel confronto con i modelli che questa società propone, che le porta a pensare di dovere dipendere da un’idea di perfezionismo in tutti i ruoli della loro vita: professionista, amante, madre. Sono questi modelli promossi dai social, dalle reti e dai più innovativi canali di comunicazione che parlano di bellezza, di moda, di successo, di soldi facili, etc. In questi ambiti, la donna deve sempre essere super performante. Cosa che naturalmente non aiuta. Pensiamo ora ai social. Oggi se vai a cena ti fai il selfie con le amiche, poi esci con il fidanzato e scatti un altro selfie. Oppure cambi e aggiorni la tua immagine su Facebook, Instagram e Twitter. C'è di fatto un’ostentazione del proprio corpo che poco nutre la propria autostima ma alimenta l'idea che per valere bisogna piacere.

Tutto questo ha un impatto devastante sul livello di autostima delle giovani donne che si convincono di dover dipendere da un'idea di perfezionismo in tutti i ruoli e in tutti gli ambiti della propria vita, sia quello lavorativo che in quello relazionale e genitoriale. 

Si ha la sensazione che la donna debba essere sempre più performante e sente talvolta necessario mantenere quel passo avanti all'uomo quasi a voler difendere il proprio spazio, come se questo non le spettasse di diritto.

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Accettare che la propria bellezza con gli anni possa sfiorire, ma che questo non voglia dire perdere la propria individualità e la propria unicità, è il lavoro più intimo, profondo e intelligente che una donna possa fare per mantenere il proprio spazio trasformando l'autostima in un'alleata fedele e sicura. 

La perfezione è solo un'illusione. Autostima, essere donne felici a 50 anni: quando cominciano ad accettarlo e a riconoscere che è il limite più grande per poter davvero evolversi e diventare le donne che tanto desiderano, la vita stessa si trasforma in un'avventura in cui Tu sei la vera protagonista.

Bellezza e verità.

L'autostima femminile passa sicuramente attraverso l’aspetto fisico, ma anche attraverso le proprie competenze e abilità. 

Un'alta autostima passa anche attraverso l'amore e il piacere verso il proprio aspetto fisico. Allo stesso modo un'alta autostima si fonda sulla sicurezza delle proprie competenze e delle proprie abilità.

A 22 anni soffrivo di disturbi alimentari ed ero in forte sovrappeso: mi coprivo con maglioni lunghi extralarge. Indossare jeans era molto difficile. Il jeans, per quanto sia un indumento semplice, per chi è in sovrappeso è davvero tanto scomodo e impietoso. Mi vergognavo a mettermi in costume e mi sentivo controllata ogni volta che sedevo a tavola: Il cibo era diventato il mio più grande nemico. Ero bravissima a scuola, ma mai abbastanza per quello che io avrei voluto e per quello che io mi aspettavo da me stessa.

Avevo paura di deludere, di essere tradita, di restare da sola.

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donne felici a 50 anni, gloria chiarini, coaching donna, alta autostima, autostima: spogliarsi a 50 anni per vestirsi di felicità.

Credo che in quegli anni sia stato determinante l'amore della mia mamma che nonostante il mio cambiamento fisico in età giovanile che mi creava forte disagio (da 49 kg ero salita a 66 kg in pochissimi mesi) rinforzava in me la convinzione che avrei potuto fare e realizzare qualsiasi cosa. 

Sì, ad oggi credo che sia stata lei la mia grande salvezza. Il suo amore, la sua dolcezza e la sua presenza nei momenti di maggiore difficoltà sono stati motivo di fiducia verso la vita.

Lei è stata contagiosa per la mia formazione, per la mia genitorialità e per la mia professione.

Ad oggi, nei lavori più importanti di coaching in cui l'autostima è il centro del percorso di ogni donna, mi rendo conto che sicuramente le strategie e il metodo Micaf che ho fondato sono efficaci, concrete e sicure. Allo stesso modo è prezioso l'amore che riservo in ogni percorso e verso ogni donna che con fiducia si affida a me e al il mio staff formato esclusivamente di donne. https://www.facebook.com/groups/897439591041344

Come capire il basso grado di autostima?

Quali sono i segnali che devono far capire a una donna che non si vuole abbastanza bene, che non si stima abbastanza?

Il primo segnale di scarsa autostima è quello di accettare lavori o relazioni sentimentali rinunciando alla propria dignità, alla propria felicità e alla propria indipendenza. Delegare la realizzazione della propria vita ad un uomo, ad un lavoro, ad un compagno o al fatturato della propria professione equivale a perdere la libertà di decidere, di vivere in modo pieno e di valorizzare se stesse indipendentemente da persone o situazioni esterne.

Quello che chiedo ogni volta che inizio la prima sessione di qualsiasi percorso di trasformazione di coaching targato Micaf è:

  • come puoi essere così presuntuosa da amare gli altri ma così sleale da dimenticarti di te stessa?
  • Come puoi dare amore se non lo pratichi verso te stessa?
  • Come puoi ispirare con l'esempio ancor prima che con le parole?

Essere donne felici a 50 anni. Diventa "LA" donna che desideri.

E solo attraverso l'amore che hai verso te stessa che puoi dare il meglio a chi ami e diventare un punto di riferimento coerente e autentico nel mondo. 

E' sicuramente il passo meno semplice ma resta quello più vero, quello più coraggioso, quello che ti permette di diventare la donna che desideri essere. Ti capisco se fai fatica. Quando decisi di separarmi per la seconda volta, la mia professione non era ancora ben avviata. Nonostante stessi lavorando già da tanti anni ancora non avevo strutturato un'azienda con un metodo ordinato e disciplinato. I miei figli da poco si erano iscritti all'università. 

Eppure ero certa di una cosa: per esercitare questa professione, per avere il privilegio di guidare altre vite e per dar forma e sostanza alla mia vita era importante decidere in modo coraggioso. Sentivo che questo mi avrebbe ripagato e così è stato.

  • Le scelte fatte hanno fortificato la fiducia in me stessa.
  • Ogni passo conquistato è stato un passo che ha rinforzato la mia autostima.
  • Ogni conquista smarcata è un riconoscimento a quello che io ho sempre creduto e sostenuto: ognuna di noi ha il potenziale per poter rendere la propria vita magnifica e benedetta.

Ma tutto parte da te, da quanto ti senti sicura, da quanta fiducia hai in te stessa e dal livello della tua autostima.

Quali conseguenze ha la scarsa autostima sulla vita professionale?

Essere una professionista, una titolare d'azienda o una lavoratrice responsabile della propria attività, oggi pare essere un'impresa nell'impresa.  I 1000 impegni quotidiani legati spesso alla responsabilità in quanto genitori o in quanto compagni di vita rende tutto più complesso, ma allo stesso modo dovrebbe essere molto più stimolante e motivante. Invece, la più parte delle volte accade che la scarsa motivazione genera scarsità di risultati e di conseguenza bassa scarsità di stima. 

Generare un circolo virtuoso all'interno del quale produrre atteggiamenti, pensieri e azioni efficaci per ottenere i migliori risultati si dimostra la formula vincente al fine di nutrire la propria autostima per fortificare la fiducia in se stesse. 

È possibile rinforzare l’autostima? Come?

L'autostima è un processo continuo, costante di  costruzione, di evoluzione e  di miglioramento verso se stesse. Va alimentata, va nutrita con la passione e pizzicata con la curiosità, va consolidata e fortificata attraverso il raggiungimento di piccoli risultati costanti e quotidiani. E’  l'esperienza che contribuisce a costruire la stima in se stesse.

Non è una competenza che puoi comprare o imparare: la devi vivere se vuoi raggiungere un obiettivo.

Qualunque esso sia, lo puoi contro concretizzare grazie ad una visione positiva di te e grazie alla percezione che tu sei in grado di fare qualsiasi cosa. 

Ma per ottenere risultati devi agire: è l'azione che ti mette nello stato ideale di sperimentare e di ottenere i tuoi migliori risultati se invece rimandi e resti bloccata dalle paure, dal senso di inadeguatezza e del fallimento, come puoi misurare dove sei,  quanto ti manca o cosa ti manca per arrivare dove vuoi arrivare? 

La percezione e l'idea che abbiamo di noi stesse, è dettata dal modo in cui ci confrontiamo. con le diverse situazioni che la vita ci porta. 

Autostima, essere donne felici a 50 anni: se mi fossi arresa ad una scuola che non era la mia, ad un lavoro che non era il mio, ad un matrimonio fatto di dolore e di chiusura, probabilmente ora non sarei qua a scriverti e non farei il lavoro dei miei sogni grazie al quale decine di donne si stanno affermando in modo concreto, ordinato e disciplinato anche a 50 anni! 

Chi crede in se stessa dà più valore alla possibilità di ottenere quello che vuole piuttosto che al risultato. Mentre invece chi ha una bassa autostima valuta l'errore come un fallimento. Ne rimane vittima. E rinuncia.  

Tu a chi appartieni? Sei mossa dal risultato o dalla possibilità di ottenere quello che senti essere tanto importante?

Autostima: essere donne felici a 50 anni: avere bassa autostima significa:

  • mancanza di ambizioni lavorative o di ambizioni al di sotto del proprio potenziale
  • Scarsa motivazione.
  • Difficoltà nella definizione di obiettivi.
  • Difficoltà nel trovare soluzioni efficaci.
  • Arrendevolezza. 
  • Poca motivazione.
  • Una visione limitata a breve termine. 
  • Scarsità di entusiasmo. 

Autostima, donne felicità a 50 anni: una donna che crede nelle sue potenzialità e abilità non si abbatte di fronte a eventuali sconfitte. E' mossa da una forte passione. La passione è un elemento di costruzione, un sentimento proattivo, mentre la bassa stima di sé è un elemento distruttivo. 

Una donna che ha fiducia nelle proprie potenzialità e resiste alle avversità, manifesterà una passione e una capacità di risoluzione nel programmare e nel coltivare sentimenti costruttivi. 

Una donna felice che crede nelle proprie potenzialità e nelle proprie abilità vince perché mossa da una passione che va al di là di ogni ragionevole dubbio. Dico spesso che la passione è un elemento di fortificazione, di resistenza, di soddisfazione, di appagamento e di difesa di un sentimento che è in grado di superare qualsiasi avversità.

Non ci sono donne appassionate (che io conosca) che abbiano scarsa stima di sé.

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L'autostima è un processo continuo e costante di costruzione, di evoluzione e  di miglioramento verso se stesse. Va alimentata, va nutrita con la passione e pizzicata con la curiosità, va consolidata e fortificata attraverso il raggiungimento di piccoli risultati costanti e quotidiani. E’  l'esperienza che contribuisce a costruire la stima in se stesse.

Non è una competenza che puoi comprare o imparare: la devi vivere se vuoi raggiungere un obiettivo.

Qualunque esso sia lo puoi concretizzare grazie ad una visione positiva di te e grazie alla percezione che tu sei in grado di fare qualsiasi cosa. 

Ma per ottenere risultati devi agire: è l'azione che ti mette nello stato ideale di sperimentare e di ottenere i tuoi migliori risultati; se invece rimandi e resti bloccata dalle paure, dal senso di inadeguatezza e del fallimento, come puoi misurare dove sei,  quanto ti manca o cosa ti manca per arrivare dove vuoi arrivare? 

La percezione e l'idea che abbiamo di noi stesse, è dettata dal modo in cui ci confrontiamo con le diverse situazioni che la vita ci porta. 

Se mi fossi arresa ad una scuola che non era la mia, ad un lavoro che non era il mio, ad un matrimonio fatto di dolore e di chiusura, probabilmente oggi non sarei qua a scriverti e non farei il lavoro dei miei sogni che permette di fare sognare altre donne che in modo concreto, ordinato e disciplinato stanno disegnando quello che è il loro destino.

Chi crede in se stessa dà più valore alla possibilità di ottenere quello che vuole piuttosto che al risultato. Mentre invece chi ha una bassa autostima valuta l'errore come un fallimento. Ne rimane vittima. E rinuncia.  

Tu a chi appartieni? Sei mossa dal risultato o dalla possibilità di ottenere quello che senti essere tanto importante?

 

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Gloria Chiarini - mental coach per donne - cell. 32825600986